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Nicaragua il geotermico nasce dai vulcani

Entro il 2020 il paese centramericano punta a produrre da fonti rinnovabili il 90% del suo fabbisogno energetico

12 novembre 2013

Strokkur (the Churn), Geysir, Golden CircleIcelandIn Nicaragua solo una piccola parte dell’energia attualmente prodotta deriva da fonti geotermiche nonostante l’enorme potenziale del paese latinoamericano ricco di vulcani stimato in 1500 MW. Ma che secondo il ministro nicaraguense per l’energia, Emilio Rapaccioli, può essere ancora superiore grazie a recenti individuazioni di nuovi luoghi propizi per la geotermia.

E proprio il governo di Managua dal 2006 ha intrapreso un progetto di sfruttamento di questa fonte rinnovabile e pulita. Se dapprima erano solo due le centrali che si dedicavano alla produzione di questo tipo di energia capace di coprire il fabbisogno del 10% circa del consumo del paese, col nuovo progetto di sfruttamento dell’energia termica che tra poco vedrà la luce e che prevede un investimento di 450 milioni di dollari, il paese genererà energia per 72 MW utile a coprire il fabbisogno del 20% della popolazione riducendo sensibilmente il consumo di petrolio per un risparmio stimato di 88 milioni di dollari.

Una fonte estremamente pulita che sfrutta l’energia generata dal contatto tra acqua e magma a centinaia di chilometri di profondità. Il vapore che si genera scappa dalle viscere della terra e forma delle colonne di gas che sparano vapore verso il cielo. Le centrali geotermiche canalizzano questo vapore attraverso dei generatori e, una volta che l’acqua si raffredda, la ributtano in profondità.

E negli ultimi anni per meglio sfruttare il geotermico, i nicaraguensi si sono avvalsi della consulenza degli islandesi che già da tempo hanno fatto dell’energia vulcanica una fonte anche di reddito.

Ma il programma di riconversione del sistema di energia del Nicaragua passa anche per l’eolico. Nel mese scorso con un investimento di 110 milioni di dollari, sono entrati in funzione 22 pale eoliche capaci di fornire 44 MW di energia. Ma l’obiettivo è quello di arrivare a produrre entro il 2020 il 90% dell’energia a partire da fonti rinnovabili sperando di poter superare il Costarica, il più verde tra i paesi confinanti, dove l’84% della produzione dell’energia deriva da fonti pulite.

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