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L’Italia alla COP21: chi sono i delegati e i nostri rappresentanti

Funzionari del Ministero dell'Ambiente capitanati dal ministro, politici, tecnici, esperti e anche molti giornalisti

Daniele Pernigotti
9 dicembre 2015

L'Italia alla COP21Le dimensioni del problema e le ampie interconnessioni con tutti i temi legati allo sviluppo, quali la disponibilità di energia, di cibo, i trasporti e le conseguenze che ne derivano come, ad esempio, i flussi migratori e i conflitti per il controllo delle risorse, hanno contribuito a creare un meccanismo sempre più complesso e di conseguenza meno permeabile alla comprensione dei non addetti ai lavori.

Ai non esperti risulterà sicuramente difficile immaginare come vengano condotti i negoziati e a maggior ragione riuscire a qualificare e quantificare la partecipazione da parte dei diversi rappresentanti italiani alla COP 21.

A rappresentare l’Italia alla COP21 vi é innanzitutto la delegazione negoziale ufficiale. Rispetto alle COP preparatorie, come quella di Lima dello scorso anno, l’incontro di Parigi ha stimolato una partecipazione molto più ampia anche a questo livello.

Il capo delegazione tecnico è Francesco La Camera, Direttore generale della Direzione Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente (MATTM), supportato dalla Dirigente Federica Fricano e da un gruppo di 15 esperti. Gli esperti partecipano ai numerosi gruppi di lavoro dedicati a temi specifici, come i meccanismi di supporto finanziario o le modalità con cui arrivare alla revisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.

La partecipazione a più tavoli paralleli presuppone un’evidente attività di coordinamento degli “sherpa” sia a livello nazionale e sia europeo, incontri che si sommano a quelli puramente negoziali.

Gli esperti del MATTM sono coadiuvati anche da altre figure tecniche di supporto di vari enti nazionali: tre del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, guidati dal Direttore Antonio Navarra, quattro dell’ISPRA e due dell’ENEA.

Una delegazione tecnica così corposa potrebbe risultare ipertrofica ad uno sguardo esterno, ma è in realtà giustificata dal gran numero di incontri che si svolgono in parallelo, su temi molto specifici, e che portano gli esperti raramente ad uscire del Centro conferenze di Le Bourget prima delle 22.00.

La seconda settimana di negoziato introduce, con l’arrivo dei Ministri, la fase di “alto livello” e la guida della delegazione passa così al Ministro Gian Luca Galletti, supportato dai Sottosegretari Silvia Velo e Barbara Degani.

La consapevolezza crescente delle interconnessioni esistenti tra cambiamento climatico e agricoltura ha portato nel tempo a porre sempre maggiore attenzione anche a questi temi, ragione per cui a Parigi vi è anche la presenza del ministro Maurizio Martina.

Alla COP 21 é prevista anche una corposa partecipazione parlamentare con quattro Senatori e sei Onorevoli, guidati dai due presidenti delle rispettive Commissioni Ambiente, il Sen. Giuseppe Francesco Maria Marinello e l’On. Ermete Realacci. Presente anche l’On. Stella Bianchi recentemente eletta nel board di Globe, organismo interparlamentare a livello mondiale dedicato al cambiamento climatico.

Non é invece per niente una novità la presenza dei rappresentanti italiani delle ONG, con i veterani Mariagrazia Midulla, WWF, e Mauro Albrizio di Legambiente. Ancora più corposa la delegazione giovanile di Italian Climate Network di altre associazioni collegate, attualmente con 12 rappresentanti, che proprio oggi ha ottenuto la firma di sostegno da parte del Ministro Galletti al Principio di Equità Intergenerazionale.

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Centro conferenze di Le Bourget

L’importanza dell’incontro di Parigi é sancita anche dall’ampia partecipazione dei media italiani. A differenza della precedente COP 20 di Lima, in cui i media erano quasi sostanzialmente assenti, a eccezione di due isolati freelance, nella capitale francese si è registrata la partecipazione massiccia di giornali, radio e televisioni. Presenti, tra gli altri, i veterani delle COP della carta stampata: Antonio Cianciullo, Alessandro Farruggia, Roberto Giovannini e Marco Magrini. Ma è da registrare anche la simpatica partecipazione di Geppi Cucciari e la presenza di Sky TG24 e della RAI.

Ma a rappresentare l’Italia alla COP21 ci sono poi esponenti di associazioni, università, aziende e organizzazioni pubbliche e private che partecipano agli eventi collaterali tematici, dedicati all’approfondimento di temi specifici, quali l’adattamento o i meccanismi legati alla commercializzazione del credito di carbonio.

Una partecipazione nazionale massiccia in tutti gli ambiti che ben riflette il livello di attenzione che tutto il mondo ha al momento dimostrato nei confronti della Conferenza di Parigi.

Entro venerdì si capirà se le attese sono state ben riposte.

 

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