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Per Legambiente le città italiane soffrono il “Mal’aria”

Dal rapporto «Mal’aria 2018» dell'associazione ambientalista emerge che nel 2017 in 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili

Fabio Di Todaro
1 febbraio 2018
legambiente, malaria, città italiane

Secondo il report “Mal’aria 2018” di Legambiente con 112 superamenti dei limiti consentiti, Torino è stata la città più colpita dallo smog nel 2017, Foto: Flickr

Con 112 superamenti dei limiti consentiti, Torino è stata la città più colpita dallo smog nel 2017. Trieste, tra quelle annoverate, la più «salubre»: con 37 sforamenti, che nella media vuol dire comunque uno ogni dieci giorni. Segno che l’emergenza nelle grandi città provocata dalle polveri sottili e dall’ozono è sempre più cronica, come svela il rapporto «Mal’aria 2018» di Legambiente. Nel complesso la qualità dell’aria della Penisola lascia a desiderare. Dal report emerge infatti che lo scorso anno in 39 capoluoghi di provincia italiani – le prime posizioni della classifica sono appannaggio delle città del nord: Frosinone è la prima del Centro-Sud, al nono posto – è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili: con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi per metro cubo. Una situazione che pone a rischio non soltanto la salute degli italiani, ma pure le casse dello Stato. Il nostro paese è infatti già sottoposto a una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea e, in mancanza di misure concrete, la palla passerà alla Corte di giustizia europea: con il rischio concreto di ricevere una multa salata.

SFORAMENTI DIFFUSI LUNGO L’INTERA PENISOLA – Su 39 capoluoghi, ben cinque hanno addirittura oltrepassato la soglia di 100 giorni di smog oltre i limiti: Torino guida la classifica con il record negativo di 112 giorni di livelli di inquinamento atmosferico illegali. Seguono Cremona con 105, Alessandria con 103, Padova con 102 e Pavia con 101 giorni. Ci sono andate molto vicina anche Asti con 98 giorni e Milano con le sue 97 giornate oltre il limite, Venezia con 94, Frosinone con 93, Lodi e Vicenza con 90. La situazione è risultata dunque critica soprattutto in pianura Padana, anche se è difficile esser soddisfatti leggendo i numeri degli sforamenti registrati anche in altre città del Centro e del Sud del Paese: come Caserta (53), Napoli (49) e Avellino (43) in Campania, Terni (48) in Umbria, Pesaro (38) nelle Marche. Numeri che, per dirla con Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, certificano «l’inutilità delle misure sporadiche, che dovrebbero essere invece rimpiazzate da interventi strutturali e azioni ad hoc: tanto a livello locale quanto nazionale. Occorre ripartire da un diverso modo di pianificare gli interventi nelle aree urbane: con investimenti nella mobilità collettiva, nella riconversione sostenibile dell’autotrazione e dell’industria, nella riqualificazione edilizia, nel riscaldamento coi sistemi innovativi e nel verde urbano. Serve potenziare anche il sistema dei controlli pubblici, con l’approvazione ancora mancante dei decreti attuativi della legge sulle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente da parte del Ministero».

torino smog inquinamento

Nel 2017 Torino la città più colpita dallo smog

FUORILEGGE ANCHE PER L’OZONO – Il dossier riporta anche la classifica dei superamenti di ozono dell’anno appena concluso. L’importanza di questo inquinante viene spesso sottovalutata, nonostante le stime dell’Agenzia Ambientale Europea riportino 13600 morti premature riconducibili all’ozono in Europa nel 2015: di cui 2900 solo in Italia. Sono 44 le città che hanno registrato il superamento del limite di 25 giorni nell’anno solare: in cima alla classifica Catanzaro con 111 superamenti, Varese (82), Bergamo (80), Lecco (78), Monza (78) e Mantova (77). Andando a confrontare le città che hanno superato i limiti rispettivamente per le polveri sottili e per l’ozono troposferico nel 2017, sono 31 quelle che risultano fuori legge per entrambi gli inquinanti. Sommando i giorni di aria malsana respirata dai cittadini nel corso dell’anno solare, la speciale classifica che si ricava fuori vede la città di Cremona prima in questa lista con 178 giorni di inquinamento rilevato (105 per le polveri sottili e 73 per l’ozono). A seguire: Pavia 167, Lodi, Mantova e Monza con 164 giorni di inquinamento totale, Milano 161 e Alessandria con 160. Numeri che ormai appare difficile registrare come un mero dato statistico, ma che si traducono in un aumento di incidenza di malattie (acute e croniche) e di costi per il sistema sanitario. Un motivo in più per provare a dare una ventata di aria nuova su tutta la Penisola.

Twitter @fabioditodaro

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