Wise Society : Le microalghe entrano in asilo grazie ai foto-bio-schermi
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Le microalghe entrano in asilo grazie ai foto-bio-schermi

Al via una collaborazione tra il Comune di Saint-Marcel (Aosta) e ricercatori del Politecnico di Torino per installare delle eco-tendine nella scuola dell’infanzia

Andrea Ballocchi
12 agosto 2016
Microalghe, bioedilizia, Saint Marcel

Il progetto delle microalghe nella scuola materna di Saint Marcel in Valle d’Aosta

Una scuola dell’infanzia costruita con i criteri della bioedilizia è già una notizia in Italia, dove (dati Legambiente) “il 39% degli edifici necessita di interventi di manutenzione urgente e il 29,3% è in aree a rischio sismico”. Ma che nello stesso istituto abbiano talmente a cuore il benessere dei bambini da installare dei foto-bio-schermi, in pratica delle “eco-tendine” al cui interno sono presenti microalghe è davvero uno scoop.

Ma partiamo dall’inizio e cioè dalla volontà dell’amministrazione comunale di Saint-Marcel, distante una dozzina di chilometri da Aosta, di progettare e realizzare (a settembre 2015) la scuola con tecniche e materiali di bioedilizia e di collaborare con Arpa Valle d’Aosta per monitorare la qualità dell’aria negli ambienti e l’efficienza energetica dell’edificio. Un’attenzione forte, quindi, per il benessere dei bambini che ha come conseguenza ulteriore l’avvio, lo scorso giugno, di una collaborazione con “SOS_Tebe”, gruppo di ricerca del Politecnico di Torino per la installazione di foto-bio-schermi ad alcune finestre dell’edificio. “Man mano che le microalghe crescono, il colore verde aumenta di intensità, promuovendo un’illuminazione confortevole dello spazio interno”, si legge in una nota, che specifica anche come le microalghe, totalmente atossiche, offrano svariati vantaggi.

Saint Marcel, Microalghe, bioedilzia

Il progetto delle microalghe della scuola di Saint Marcel ha dimostrato come le alghe garantiscano una maggior quantità di luce naturale diffusa in ambiente e una riduzione dell’utilizzo delle luci artificiali

ALGHE-SCHERMO – Le alghe appartengono al ceppo Scenedesmus obliquus. È stata scelta questa particolare alga in quanto non patogena e capace di crescere in un ampio range di temperature, quali quelle che si possono registrare all’interno di spazi confinati sottoposti a radiazione solare diretta: le alghe hanno una funzione di elemento di schermatura fisso. «L’applicazione di sistemi alghe in edifici è già stata messa in pratica in un certo numero di casi-studio», specifica Simonetta Pagliolico, coordinatrice del team di ricerca e docente di Scienza e tecnologia dei materiali e di Sostenibilità di processi e prodotti nei materiali per l’architettura presso il Politecnico di Torino. L’attività di ricerca si svolge sotto la responsabilità scientifica di Francesca Bosco, ricercatrice e docente di Prodotti e processi biotecnologici. «La novità del nostro studio è nell’utilizzare le alghe come elemento di schermatura fisso della radiazione solare diretta – spiegano le due scienziate – Nel corso delle analisi preliminari, la capacità schermante delle alghe è stata comparata con quella di uno schermo tradizionale, quale una tenda veneziana». I primi risultati, basati su una serie di simulazioni condotte in ambienti del Politecnico, hanno mostrato come le alghe garantiscano, a parità di effetto schermante della radiazione solare diretta, una maggior quantità di luce naturale diffusa in ambiente, con una conseguente riduzione dell’utilizzo delle luci artificiali e un minor costo in bolletta legato all’uso di energia elettrica. Sono le prime considerazioni generali, in attesa dei risultati che verranno diffusi al termine della fase di analisi (autunno 2016), ma i benefici delle alghe accertati in generale sono duplici: da un lato si hanno vantaggi oggettivi in termini di qualità dell’aria, in quanto le alghe sequestrano CO2 dall’ambiente interno, causa di discomfort per gli occupanti, rilasciando ossigeno per fotosintesi clorofilliana; inoltre grazie alla colorazione verde le alghe assorbono parte della radiazione infrarossa, che causa discomfort termico per gli occupanti. «Dall’altro lato, si hanno dei vantaggi di tipo psicologico soggettivo per gli utenti, legati alla presenza di un elemento naturale in ambiente (comparabile all’effetto prodotto dalla presenze di piante). I vantaggi oggettivi sono misurabili sperimentalmente (e verrà fatto nel corso di una delle campagne sperimentali future), mentre i vantaggi soggettivi sono da valutarsi mediante interviste agli utenti. Questo aspetto è stato preliminarmente analizzato in laboratorio e verrà indagato nel corso di campagne di monitoraggio future».

Questi foto-bio-schermi sono stati denominati anche “orti verticali antistress”. La motivazione è presto detta: «Si parla di ‘orti verticali’ per la capacità delle alghe di rilasciare ossigeno, al pari degli elementi vegetali degli orti. L’accezione ‘verticali’ fa riferimento al fatto che i sistemi sono montati sugli elementi vetrati di facciata – è la risposta delle due docenti – In relazione alla durata, sulla base dei primi risultati sperimentali ottenuti si può affermare che sino a 21 giorni le alghe sono in grado di crescere. Anche in questo caso, dati più consolidati saranno resi noti al termine delle analisi del primo periodo di monitoraggio».

Saint Marcel, Microalghe, bioedilzia

Un momento dela posa delle microalghe alle finestre della scuola materna di Saint Marcel

La sperimentazione presso la scuola dell’infanzia di Saint Marcel è la prima effettuata presso un edificio reale dopo che una prima fase di sperimentazione è stata effettuata in laboratorio e in un ufficio reale presso il Politecnico di Torino.

LA REAZIONE DEI PICCOLI – I bambini della scuola non hanno accesso diretto ai dispositivi, ma si sono incuriositi molto dei “sacchetti di caramelle” appesi alle finestre. Le stesse maestre hanno invitato i ricercatori del Politecnico di Torino alla scuola per spiegare ai bimbi che le microalghe sono organismi viventi, che hanno bisogno di cure e attenzione e che potrebbero aiutare molto l’uomo e l’ambiente.

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