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Il teleriscaldamento ungherese parla italiano

A Budapest la Interesco ha installato un sistema di efficientamento energetico che recupera il calore dell'impianto. «Ma in Italia...»

Mariella Caruso
17 dicembre 2014

Impianto Budapest InterescoRisparmiare gas naturale per il riscaldamento recuperando calore e, nello stesso tempo, evitare che una quantità enorme di CO2 raggiunga l’atmosfera. Succede a Budapest dove, grazie alla tecnologia italiana di Interesco, azienda specializzata nell’energy saving company del Gruppo Heat&Power, ha permesso alla Főtáv, azienda di gestione del teleriscaldamente della capitale ungherese, di partecipare al premio Virtuális Erőmű, ossia “Centrale virtuale”, aggiudicandosi il riconoscimento quale migliore Energiahatékony Vállalat, ovvero “Azienda energeticamente efficiente”.

«Il recupero calore del teleriscaldamento di Budapest – spiega Piermatteo Cai, amministratore delegato di Interesco – è un intervento di grande valore, sia in sé, visto l’alto profilo della realizzazione, che come esempio di pratica d’eccellenza che può essere applicato, con i dovuti adattamenti, a buona parte degli impianti di teleriscaldamento che si stanno diffondendo anche in Italia, migliorandone significativamente il bilancio di gestione e riducendone l’impatto ambientale». «Dal 2004 – continua Cai – ci occupiamo di sviluppare sistemi per il recupero di calore nei processi industriali e negli impianti di teleriscaldamento che hanno molte similitudini coi sistemi industriali. Dal 2007 abbiamo cominciato a operare anche nei mercati esteri, in particolare in Ungheria che è diventata il nostro secondo mercato perché gli impianti di teleriscaldamento, come capita in tutti i paesi dell’Est sono molto diffusi».

L’IMPIANTO UNGHERESE – Si tratta di un sistema di recupero calore dai fumi di scarico delle cinque caldaie della centrale termica per la produzione di acqua calda per la rete cittadina di Budapest che producono circa 21,5 tonnellate di fumi l’ora a 150 gradi. «Tramite un apposito sistema di recupero di calore in estrazione, progettato e costruito appositamente per il sito – spiega Cai -, Interesco riesce ad estrarre dai fumi 900 kWt di picco e 500 kWt in media, calore che viene utilizzato per scaldare il circuito dell’acqua di ritorno alle caldaie con una portata di 30.000 kg l’ora, elevando la temperatura da 58 a 75 gradi centigradi. Partendo da un temperatura più elevata, le caldaie riducono così i consumi annui dei 250.000 metri cubi di gas naturale l’anno, pari al riscaldamento gratuito di circa 270-280 alloggi. Inoltre, la temperatura dei fumi che vengono inviate al camino e poi in atmosfera viene abbattuta da 150 a 60 gradi, con ulteriori benefici ambientali delle circa 500 ton di CO2 risparmiate all’atmosfera». Il sistema, attivo da marzo 2012, può essere Impianto Interesco - Budapestdefinito intelligente. «L’impianto è completamente autonomo ed è gestito da un Pls che riceve i dati relativi a pressione, temperatura e portata ed è in grado di regolare la quantità di fumi che è possibile aspirare senza incidere sul funzionamento le 5 caldaie – continua Cai -. In caso di default dell’impianto, il sistema chiude le serrande di estrazione e le caldaie continuano a riscaldare l’acqua».

IN ITALIA – In termini generali l’Italia è molto interessata a questi temi, «anche grazie anche al meccanismo dei titoli di efficienza energetica che è in vigore dal 2004 ed ha portato un grande impulso alle dinamiche dell’efficientamento energetico», sottolinea Cai che sta tessendo trattative con i gestori di alcuni dei sistemi di teleriscaldamento di alcune grandi città, Milano inclusa. «Bisogna, però, tenere presente che in Italia il teleriscaldamento non è molto energivoro salvo che in qualche caso nel Nord Italia – conclude Cai -. Per questo installare un impianto di questo genere a Budapest ha un senso, ma un impianto di pari costo, installato per esempio in una città come Milano, avrebbe un payback molto più lungo».

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