Wise Society : I giardini che viaggiano sui tetti del bus
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I giardini che viaggiano sui tetti del bus

Opera del paesaggista Marc Grañén e installati già su decine di autobus e furgoni di Barcellona, Palma di Mallorca e Girona aiutano a ridurre le emissioni di Co2

6 maggio 2015

Foto PhitoKineticSe, passeggiando per le vie di Barcellona, Girona e di Palma di Mallorca, vi capita di vedere un autobus del trasporto pubblico con sul tetto un giardino verde non vi preoccupate, non state sognando.

In queste città già da qualche tempo di mezzi così (non solo bus ma anche furgoni-frigo e furgoncini) ne circolano alcune decine. L’idea è del paesaggista Marc Grañén che partendo dal concetto di scarsità di aree urbane verdi ha sviluppato, insieme all’impresa Phytokinetic, questo nuovo e futuristico concetto applicando sui tetti dei veicoli una superficie di sette centimetri senza usare terra o terriccio. Il giardino, infatti, è montato su una lastra di metallo alla cui base viene inserita schiuma e lana: un supporto idroponico che sostituisce il suolo agricolo permettendo alle piante di vivere e allo stesso tempo non macchia. Prima di appoggiarvi sopra le piante grasse e ornamentali, vengono inserite delle barrette in acciaio per consentire la circolazione dell’acqua evitando che si concenti in un solo punto. Il tutto viene poi fissato da una maglia metallica che impedisce che il giardino si muova o cada alla prima brusca frenata.

Non solo passeggeri quindi: sul bus anche uccelli, insetti, farfalle e lombrichi che si accomodano sulla superficie verde. Un piccolo spazio che oltre ad aumentare la biodiversità contribuisce all’isolamento termico del veicolo e riduce l’energia di quasi un terzo. «Se montassimo sui tetti degli autobus di Barcellona, che sono circa un migliaio, 20 metri quadrati di giardino disporremmo di due ettari di verde mobile e aiuteremmo a combattere soprattutto in estate l’effetto di isola di calore generato dall’asfalto», ha raccontato Grañén secondo il quale ogni metro quadrato del suo giardino è capace di catturare 20 chilogrammi di monossido di carbonio in un anno.

Un progetto tanto originale e utile che anche le amministrazioni comunali di Londra, Amsterdam, Nantes, Chicago, New York e Berlino hanno già chiesto informazioni.

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