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L’idrogeno irrompe nel trasporto italiano

Treni e nuovi bus sono in arrivo in varie città dell'Europa. Ma anche in Italia sull’idrogeno qualcosa si muove: da Bolzano alla Basilicata

Andrea Ballocchi
13 luglio 2018

L’idrogeno non è morto, anzi è più vivo che mai come vettore energetico per il trasporto pulito. Sono diverse le notizie a conforto di questa “rinascita verde”. A partire dall’arrivo di oltre 60 bus in quattro città europee fino all’ok in Germania al primo treno al mondo a H2. Ma anche in Italia ci sono segnali d’interesse per questo elemento, dal Trentino alla Basilicata.

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L’UE ha stanziato 57 milioni di euro per finanziare nuovi bus a idrogeno. Obiettivo del progetto JIVE (Joint Initiative for hydrogen Vehicles across Europe) è di mettere su strada 139 autobus a celle a combustibile a emissioni zero, Image by iStock

TRENI E BUS, L’UE COMINCIA A MUOVERSI A IDROGENO – È notizia di questi giorni che il Coradia iLint, il primo treno passeggeri del mondo a celle a combustibile idrogeno, ha incassato l’ok dall’Autorità ferroviaria tedesca Eisenbahn-Bundesamtes, per l’entrata in servizio in Germania. A questo primo convoglio ne seguiranno altri: secondo un accordo tra Alstom e l’autorità locale per il trasporto della Bassa Sassonia, saranno consegnati altri 14 treni a celle a combustibile idrogeno; l’accordo prevede che siano assicurati anche la fornitura energetica e la manutenzione per garantire così il servizio di trasporto pubblico che da fine 2021 avverrà in quattro località. Intanto, per la tarda estate due prototipi di Coradia iLint entreranno nella fase pilota per il servizio passeggeri.

Sempre in Germania verranno messi su strada 40 autobus a idrogeno, a Colonia e Wuppertal, mentre altri 22 arriveranno, nel Regno Unito, ad Aberdeen e Dundee; in totale 62 bus che costituiscono il più grande ordine di autobus a celle a combustibile in Europa. L’iniziativa fa parte di due progetti, JIVE e JIVE 2, che hanno ricevuto finanziamenti dall’Unione europea per 57 milioni di euro. Obiettivo del progetto JIVE (Joint Initiative for hydrogen Vehicles across Europe) è di mettere su strada 139 autobus a celle a combustibile a emissioni zero e avviare le relative infrastrutture di rifornimento in cinque Paesi; JIVE 2 punta a metterne 152 in nove località. L’obiettivo ambizioso di questi e altri progetti europei è di vedere circolare 400 bus a idrogeno entro i primi anni del prossimo decennio.

IDROGENO IN ITALIA: PROVE TECNICHE DI FUTURO – Tra le località del progetto JIVE c’è anche Bolzano. Qui, oltre ai tre bus già circolanti, parte del progetto CHIC (Clean Hydrogen in European Cities), è pianificato l’arrivo di altri 15. Bolzano si candida come “capitale” italiana per la mobilità a idrogeno, contando soprattutto sul primo e finora unico centro di produzione e distribuzione d’idrogeno da fonti rinnovabili. Intanto però, anche in altre regioni la situazione è in evoluzione: a Roma è concreto il progetto per la realizzazione della prima stazione di produzione e rifornimento di idrogeno nel Lazio. Il risultato è frutto del progetto 3Emotion, che coinvolgerà per tre anni e mezzo anche le città di Aalborg (Danimarca), Versailles e Pau (Francia), Rotterdam (Olanda) e Londra (Inghilterra), dove verrà sperimentato un sistema di trasporto pubblico basato su autobus a fuel cells e stazioni di rifornimento di idrogeno. Per la realizzazione dell’infrastruttura romana si conta sulla collaborazione tra Enea e Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile, nell’ambito del progetto finanziato dall’UE e, per l’Italia, dalla Regione Lazio con circa 2 milioni di euro.

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I treni a idrogeno potrebbero presto a entrare a far parte del sistema di trasporto di alcune regioni italiane, Foto: Alstom/Rene Frampe

Riguardo al trasporto ferroviario a idrogeno, anche in Italia qualcosa – timidamente – si muove. Già nel 2017 la Regione Toscana aveva lanciato le basi per la nascita di un consorzio che potesse sviluppare un’idea progettuale per attivare, sulle tratte non elettrificate della rete ferroviaria regionale, una quota di veicoli a trazione elettrica alimentati da celle a combustibile. La stessa Alstom si era mostrata interessata a portare il suo Coradia iLint per una sperimentazione su cui anche in Trentino pare ci si stia ragionando. Infine, è da segnalare l’apertura della Regione Basilicata all’idrogeno. È stato dato il via proprio in questi giorni alla promozione dell’uso dell’idrogeno come combustibile alternativo alle fonti fossili. In una nota apparsa sullo stesso sito web regionale, l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Francesco Pietrantuono ha sottolineato che, con le norme in materia di promozione dell’utilizzo dell’idrogeno, si intende favorire un’economia basata anche sull’idrogeno, alternativo alle fonti fossili. “Per l’attuazione della strategia basata sull’idrogeno saranno definiti accordi con gli Enti di ricerca, Enti locali, associazioni di categoria, consorzi di imprese e società”.

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