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Gemelli: quei fratelli identici così utili alla ricerca scientifica

Sono cono considerati molto importanti in diversi ambiti: medico-scientifici: dalla cardiologia alla reumatologia, dalla neurologia alla psichiatria

Fabio Di Todaro
10 novembre 2016
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Nelle cellule dei gemelli monozigoti il Dna è analogo: se uno si ammala e l’altro no la risposta va cercata all’esterno dell’organismo, Image by iStock

In Italia, come in molti altri Paesi occidentali, il numero di parti gemellari è in crescita. Nel 2013, anno a cui fanno riferimento le ultime statistiche, lungo la Penisola sono andate in porto 8719 gravidanze plurime. Oggi sono quasi seicentomila i gemelli sparsi da Palermo a Udine. Il fenomeno è la logica conseguenza dell’aumentato ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e all’innalzamento medio dell’età materna. Entrambi i fattori favoriscono la nascita di gemelli, perché «più avanti si va, maggiore è la tendenza a rilasciare due ovuli anziché uno durante un ciclo», afferma Antonietta Stazi, coordinatore del Registro Nazionale Gemelli dell’Istituto Superiore di Sanità, che si occupa di coordinare la ricerca scientifica sulle coppie di fratelli «identici».

PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE LA RICERCA SUI GEMELLI – I gemelli sono considerati «merce pregiata» in diversi ambiti: dalla cardiologia alla reumatologia, dalla neurologia alla psichiatria. «Nessuno più di loro ci permette di scomporre le componenti genetiche e ambientali alla base dei processi fisiologici, ma anche dei meccanismi che regolano l’insorgenza di alcune malattie», prosegue Stazi, ricordando come finora ventisettemila coppie abbiano fornito dati utili alla comunità scientifica. I più efficaci, in questo senso, sono i monozigoti. Nelle loro cellule il Dna è analogo: se uno si ammala e l’altro no la risposta va cercata all’esterno dell’organismo. Come spiega Carlo Selmi, responsabile del reparto di reumatologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, «nei gemelli monozigoti le differenze aumentano con il passare degli anni: questo è un chiaro segno di come l’epigenetica possa ridisegnare il destino di un gemello e non di un altro». Diversi i fattori di rischio tenuti sotto osservazione: dal fumo alla dieta, dal grado di attività fisica ai rapporti sociali. Simili scenari riguardano la possibile insorgenza di malattie autoimmuni, il benessere psicologico, la salute mentale, la longevità e la prevenzione cardiovascolare. «Stiamo partendo con due studi mirati a valutare il ruolo della genetica nell’insorgenza del processo aterosclerotico e di sclerosi della valvola aortica – aggiunge Damiano Baldassarre, responsabile dell’unità di studio della morfologia e della funzione arteriosa al centro cardiologico Monzino di Milano -. Alle coppie che forniranno il loro contributo offriremo un’ecografia della carotide, un ecocardiogramma, le analisi del sangue e il calcolo del rischio cardiovascolare globale».

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I gemelli sono considerati dagli scienziati e dai ricercatori molto importanti per la ricerca scientifica, Image by Istock

UN’OCCASIONE UNICA DI ALTRUISMO – Gemelli come «cavie», dunque, ma non solo. L’ampliamento del registro nazionale è un obiettivo condiviso dagli scienziati, ma pure dai gemelli, molti dei quali desiderosi di fornire il proprio contributo alla ricerca scientifica. «Siamo sempre state affascinate dalla genetica e dallo studio di popolazione – è il pensiero di Teresa e Maria Pedrazzini, 25 anni, milanesi -. Ci siamo convinte dopo aver scoperto che la nostra unicità potrebbe essere d’aiuto per chi è meno fortunato. Chissà che un giorno, grazie al nostro contributo, non ci sia qualcuno che riesca ad avere una cura disponibile per la propria malattia».

CONSIGLI PER I GENITORI – Il fenomeno dei parti plurimi è osservato con attenzione dagli scienziati, dal momento che in più della metà dei casi le gravidanze si concludono prima della trentasettesima settimana di gestazione. Importanti sono anche le ricadute sociali di un simile fenomeno. «Avere due gemelli è più difficile che avere due figli in altrettanti momenti – chiosa lo psichiatra Paolo Brambilla, docente all’Università Statale e ricercatore nel dipartimento di neuroscienze e salute mentale del Policlinico -. Coi gemelli occorre trovare l’equilibrio tra la simbiosi e l’autonomia. L’importante è assecondare le loro passioni, non farsi prendere dall’ansia e godersi un momento che spesso è stato atteso per anni».

Twitter @fabioditodaro

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