Wise Society : In arrivo nuovi gas refrigeranti naturali per l’aria condizionata
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In arrivo nuovi gas refrigeranti naturali per l’aria condizionata

In via di dismissione gli idrofluorocarburi usati nell'aria condizionata domestica. Il rapporto dell'Ispra mette in luce lo stato dell’arte in Italia delle alternative in grado di non alterare il clima.

Fabio Di Todaro
12 giugno 2018
gas refrigeranti, aria condizionata, idrofluorocarburi

I gas refrigeranti in commercio non sono sempre ecocompatibili, Foto by iStock

Il caldo incombe, ma ogni qual volta pensiamo di accendere i condizionatori dobbiamo considerare anche un altro aspetto: l’inquinamento ambientale. Oltre ad aumentare il consumo di energia, infatti, l’aria condizionata «favorisce» l’immissione in atmosfera di idrofluorocarburi, i gas refrigeranti più diffusi sul mercato. Si tratta di sostanze meno tossiche rispetto a quelle usate in precedenza (clorofluorocarburi e idroclorofluorocarburi), ma non per questo innocue. Ragione per cui la comunità scientifica è al lavoro per individuare delle alternative, che in parte sono anche state trovate: refrigeranti naturali (anidride carbonica, idrocarburi e ammoniaca) e gas a base di fluoro (fluorurati di quarta generazione). Ma il loro utilizzo nei condizionatori non è ancora possibile, motivo per cui l’invito è quello di usare l’aria condizionata comunque soltanto se strettamente necessario e facendo attenzione che finestre e balconi siano chiusi (per non disperdere il refrigerio).

VERSO L’ABBANDONO DEI GAS REFRIGERANTI DANNOSI PER IL CLIMA – Gli idrofluorocarburi sono utilizzati soprattutto per la refrigerazione, la climatizzazione, le schiume, l’aerosol e i sistemi fissi di protezione antincendio. Sono i gas refrigeranti più diffusi sul mercato, ma questo non ha permesso di raggiungere una piena ecocompatibilità. Il significativo aumento delle emissioni in atmosfera di questi gas contribuisce ad aumentare l’effetto serra ed è per questo che si sta avviando un percorso verso una loro graduale eliminazione. L’Unione Europea, già da diversi anni, ha adottato una severa politica di riduzione dell’uso degli idrofluorocarburi e la legislazione risulta in linea con gli obiettivi definiti nell’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal. Da qui la richiesta avanzata dal Ministero dell’Ambiente all’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) di definire lo stato dell’arte in Italia in merito alle alternative in grado di non alterare il clima. La ricognizione, la prima a livello nazionale, ha fatto emergere diverse criticità in relazione alla disponibilità dei dati necessari per fare un primo stato dell’arte del Sistema Paese. Dall’analisi condotta è emerso che il mercato si sta adeguando alle prescrizioni del regolamento molto più rapidamente rispetto alle previsioni iniziali, con un’accelerazione verso i refrigeranti «climate friendly», per effetto di strategie e logiche di mercato.

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I nuovi gas refrigeranti fluorurati di quarta generazione ecologici non sono adeguati per tutti i settori, Image by iStock

IL SETTORE DEL CONDIZIONAMENTO NON È ANCORA PRONTO – Attualmente le alternative disponibili nel lungo periodo in grado di rispettare i vincoli più stringenti in termini di potere climalterante sono i refrigeranti naturali (anidride carbonica,  idrocarburi e ammoniaca) e i gas refrigeranti fluorurati di quarta generazione, ma per esigenze e criticità differenti non sono adeguate per tutti i settori. A differenza degli idrofluorocarburi, infatti, il passaggio a queste alternative comporta nuove criticità legate a tossicità, infiammabilità, corrosività, alte pressioni di lavoro e perdite in termini di efficienza energetica. Il comparto della refrigerazione domestica è già migrato ai refrigeranti naturali: i frigoriferi domestici utilizzano da tempo l’isobutano come fluido frigorigeno. Nel campo della refrigerazione commerciale le alternative possibili dipendono dalla taglia e dal tipo di sistema. Il settore del condizionamento invece non risulta essere ancora pronto a passare a refrigeranti alternativi diversi dagli idrofluorocarburi ed anche mantenere in vita le attuali produzioni sta diventando sempre più difficile, a causa della drastica diminuzione della disponibilità degli idrofluorocarburi e dell’aumento del loro costo. Gli altri settori, schiume, aerosol e sistemi fissi di protezione antincendio sono pronti a passare alle alternative, in alcuni casi già utilizzate.

Twitter @fabioditodaro

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