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EMbleMatiC, le montagne mediterranee mirano all’ecoturismo

A partire dalla proprie peculiarità, nove zone montane in cinque paesi europei stanno sviluppando progetti di turismo responsabile e di ecoturismo

Maria Enza Giannetto/Nabu
9 novembre 2017
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La rete di EMbleMatiC al meeting sul Gran Sasso con tutti i referenti del programma Foto: courtesy del coordinatore Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara

Si scrive EMbleMatiC si legge offerta turistica alternativa alla tradizionale vacanza costiera e basata sulle peculiarità delle zone montane. La rete Emblematic Mediterranean Mountains as Coastal destinations of excellence, che oggi riguarda 5 paesi, 9 montagne e un’università, è un progetto interregionale europeo che punta a riequilibrare la concentrazione di flusso turistico tra il mare e la montagna per prolungare la stagione turistica e creare un’offerta di slow tourism nell’area di montagna dell’entroterra costiero.

«La rete– spiega Vincenzo Papa, project coordinator di una delle realtà italiane aderenti (Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara) – fu lanciata nel 2013 da Francia, Grecia e Bulgaria come rete Emblematic Mediterranean Mountains. Dopo aver attirato l’attenzione dei programmi europei per lo sviluppo e l’adesione di altri Paesi, nel 2016, la rete Emm è rientrata nel finanziamento del programma Interreg MED 2014 2020. L’idea di base è quella di destagionalizzare il flusso turistico in quelle zone montano-costiere che spesso sono conosciute solo per alcune peculiarità, ma che potrebbero fare della loro emblematicità il punto di forza per lo sviluppo di un turismo sostenibile sia per l’ambiente sia per le popolazioni dei territori rurali. Pensiamo all’Etna, ad esempio, che i visitatori di solito scelgono per la sua emblematicità di vulcano attivo più alto d’Europa, scoprendo solo durante la permanenza quante altre peculiarità riserva questo territorio: dalla natura all’enogastronomia, passando per la cultura. Per zone dell’entroterra costiero, proprio come la nostra, si pensa a un progetto di turismo lento, appunto, con la creazione di 9 eco-itinerari basati sulle peculiarità emblematiche di ogni territorio».
Oggi la rete EMbleMatiC riguarda Francia, Spagna, Italia, Grecia e Albania, l’Università  di Turismo di Barcellona e soprattutto nove montagne rappresentate dagli enti: Syndicat Canigó Grand Site e Métropole Aix Marseille- Ste Victoire Grand Site in Francia, Development agency of Berguedà e Consell Insular de Mallorca in Spagna, Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara e Gal Gran Sasso Velino in Italia, Pieriki Anaptixiaki Olympus e Akomm-Psiloritis in Grecia e Himara Municipality in Albania. Enti e  istituzioni che si sono unite per sostenere lo sviluppo di politiche e coordinare strategie tra le regioni per quel che riguarda lo sviluppo di un turismo costiero che sia responsabile e sostenibile. Inoltre, la rete punta sulla comunicazione condivisa che dovrebbe rivelarsi nella definizione di un marchio sull’approccio responsabile e sostenibile del turismo.

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Il programma EMbleMatiC che riguarda 5 paesi, 9 montagne e un’università, è un progetto interregionale europeo che punta a riequilibrare la concentrazione di flusso turistico tra il mare e la montagna: foto courtesy del coordinatore Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara

«Ci incontriamo due volte l’anno – continua Papa – per parlare degli obiettivi raggiunti e delle fasi da programmare. L’obiettivo è quello di camminare sempre di pari passo dalla fase di studio in cui ci troviamo ora e in cui stiamo coinvolgendo enti, istituzioni, imprenditori e abitanti locali, fino allo sviluppo di strategie e l’attuazione di progetti pilota».

Strategie e progetti che vengono ideati attraverso una metodologia comune che punta alla caratterizzazione della Dimensione Emblematica di ogni territorio e all’identificazione delle componenti comuni e condivise dalla rete montagne emblematiche mediterranee, con l’intenzione finale di sviluppare modelli di EMbleMatiC slow tourism.

 

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