Wise Society : Deforestazione, Unione Europea lontana dagli obiettivi di riduzione
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Deforestazione, Unione Europea lontana dagli obiettivi di riduzione

Grido d'allarme di Wwf e Greenpeace per le foreste tropicali. L'Unione Europea ha provocato il consumo di 9 milioni di ettari tra il 1990 eil 2008. Una superficie grande quanto l'Irlanda. E l'entrata in vigore del Regolamento Legno stenta a dare risultati

10 luglio 2013

Tra il 1990 e il 2008 l’Europa ha importato e consumato l’equivalente di circa 9 milioni di ettari di terreno deforestato: una superficie grande come l’Irlanda. Lo sostengono le associazioni ambientaliste Wwf e Greenpeace a seguito di uno studio pubblicato dalla Commissione Europea, che si è invece impegnata a ridurre la deforestazione tropicale lorda del 50% entro il 2020.

La cifra è così alta da porre l’Ue ben al di sopra di altre regioni: Giappone e Cina insieme sono a quota 4,5 milioni di ettari e il Nord America a 1,9 milioni. La causa principale della deforestazione nelle aree tropicali va cercata nell’aumento dei consumi di colture come la soia, l’olio di palma e la carne.

Affinché questo trend si inverta si confida nell’efficacia dell’ Eu Timber Regulation, o Regolamento Legno, entrato in vigore nel marzo 2013 con l’obiettivo di assicurare l’origine legale di tutto il legno e dei prodotti derivati che vengono importati e commercializzati per la prima volta entro i confini dei paesi aderenti. In teoria un passo in avanti per il raggiungimento della riduzione del 50% entro il 2020. Ma, in concreto, la mancanza di indicazioni chiare lascia ancora margini di azione troppo vaghi, e così i processi di deforestazione e commercio illegale del legname continuano senza sosta.

‘Tra le foreste più colpite – sottolinea l’associazione ambientalista Greenpeace – quelle di Africa, Sud Est Asiatico e Amazzonia. ”La nostra impronta forestale continuerà a crescere se l’Europa non cambia rotta. E’ ora di eliminare la deforestazione dai nostri menù, dai nostri libri e prodotti cartari e dalle fonti energetiche come biocarburanti e centrali a biomasse”, afferma Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia.

Un ruolo importante è dunque affidato ai consumatori, che con un po’ di attenzione possono indirizzare meglio le proprie scelte. Come? Innanzitutto riciclando e eliminando consumi eccessivi o non necessari. E poi usando prodotti certificati FSC, il principale meccanismo di garanzia sull’origine del legno o della carta. Si tratta di un sistema di certificazione internazionale che garantisce che la materia prima usata per realizzare un prodotto in legno o carta proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Un’etichetta visibile sui prodotti che aiuta a fermare la deforestazione, e che ci ricorda che il legno è sì una risorsa rinnovabile, ma è anche parte integrante di delicati e preziosi ecosistemi. Le foreste possono darci il legno, ma dobbiamo usarle meno e usarle meglio.

foto di Afromusing/flickr

 

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