Wise Society : Dalla Sicilia i robot insegnanti per i bimbi autistici
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Dalla Sicilia i robot insegnanti per i bimbi autistici

Behaviour Labs è la startup pluripremiata di due fratelli catanesi anticipatori del futuro

Mariella Caruso
14 ottobre 2014

Nao e ZenoNao è francese, è alto 58 centimetri e pesa 4 chili e 300 grammi. Zeno è americano, è alto 56 cm e pesa 4 chili e mezzo. Non sono bambini, ma robot “umanoidi”: il primo è prodotto dalla francese Aldebaran, il secondo dalla texana Robokind. Entrambi, però, hanno trovato una loro vita speciale grazie alla passione di Daniele e Marco Lombardo, due fratelli catanesi di 41 e 37 anni, e del loro cugino Daniele Pennisi, fondatori di Behaviour Labs, startup che ha collezionato riconoscimenti – l’ultimo è stato il Premio Scintille del Consiglio nazionale degli ingegneri – sviluppando un’applicazione per il loro utilizzo nell’ambito della terapia per i bambini affetti da autismo.

«Un tipo di applicazione al quale siamo arrivati dopo aver valutato limiti e potenzialità di Nao, il primo robot che abbiamo acquistato. I robot vengono già utilizzati in alcuni scuole statunitensi come rafforzativi dell’insegnamento ai bambini in età prescolare – spiega Daniele Lombardo -, noi ci siamo concentrati su RoboMate, un software per aiutare l’apprendimento dei bambini autistici facendo leva sulla ripetitività delle azioni e sull’assenza di emozioni  dei robot che evita la sovrastimolazione emotiva di questi bimbi». Ad aiutare gli informatici di Behaviour Labs il dottor Renato Scifo, responsabile dei servizi per i Disturbi dello spettro autistico dell’Asp di Catania, e l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Messina che studia la robotica applicata all’autismo.

Daniele Lombardo con NaoDALLA PASSIONE AL SOGNO. Quella dei fratelli Lombardo è una passione nata nell’adolescenza. «Negli anni ’80 la robotica sapeva tanto di fantascienza, eccezion fatta per l’ambito industriale, e l’idea del robottino da casa era soltanto roba da film se non altro per i costi proibitivi dei robot. Ma non abbiamo mai mollato e nel 2012 abbiamo comprato Nao scommettendo sul sogno di far diventare amici i robot e le persone, sviluppando applicazioni concrete dei robot umanoidi nella vita di tutti i giorni». Detto, fatto. Ma la Behaviour Labs non ha intenzione di fermarsi qua. «Il nostro motto è “Social robotic” e il prossimo passo è lo sviluppo di un software di intelligenza artificiale che sviluppi le capacità di apprendimento del robot dal quotidiano».

FUTURO “PRESENTE”. Il futuro più “presente” è Pepper, nuovo robot sviluppato in Francia da Aldebaran grazie al finanziamento giapponese Softbank: un “umanoide” di 120 cm che al più presto verrà commercializzato a prezzi a portata di famiglia. «A quel punto serviranno i software e noi di Behaviour Labs vogliamo essere tra i precursori del mercato delle “app” per i robot», spiega Lombardo. Intanto Behaviour Labs presenterà l’applicativo RoboMate per Nao e Zeno (di quest’ultimo, di cui ha già venduto sei pezzi con software incluso in Puglia, è diventata esclusivista per l’Italia e partner ufficiale di Robokind per la distribuzione in Europa), allo Smau di Milano e al Tedx di Ginevra.

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