Wise Society : Consumo di suolo: il troppo cemento costa 800 milioni l’anno
ARTICOLI Vedi tutti >>

Consumo di suolo: il troppo cemento costa 800 milioni l’anno

Secondo l'Ispra in Italia 35 ettari al giorno di suolo vengono sacrificati per far posto al cemento. Lombardia, Veneto e Campania in testa alla classifica

Fabio Di Todaro
15 luglio 2016

Secondo Ispra in Italia il costo del consumo di suolo ammonterebbe a 800 milioni di euro, Foto Davide Palmisano/FlickrSfiora il miliardo di euro (oltre 800 milioni) il prezzo massimo annuale che gli italiani potrebbero pagare da quest’anno in avanti per fronteggiare le conseguenze del consumo di suolo rilevato negli ultimi tre anni. Un consumo che, sebbene viaggi oggi alla velocità più ridotta di quattro metri quadrati al secondo, continua ad avanzare ricoprendo in soli due anni altri 250 chilometri quadrati di territorio: ovvero circa trentacinque ettari al giorno. I costi occulti, quelli cioè non sempre immediatamente percepiti, prevedono una spesa media che può arrivare anche a cinquantacinquemila euro l’anno per ogni ettaro di terreno consumato. È questa l’istantanea che emerge dal rapporto «Numeri e costi del consumo di suolo in Italia», redatto e presentato dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

MEGLIO INCENTIVARE BONIFICHE E RICONVERSIONI – Il suolo nazionale cementificato, cioè sigillato in permanenza da edifici o infrastrutture di trasporto o industriali, ammonta a circa il sette per cento. Sembra una frazione piccola, ma corrisponde a un’area grande poco meno dell’Emilia Romagna. È come se ognuno dei sessantuno milioni di italiani disponga di circa cinquemila metri quadrati di suolo. Chi lavora nel settore edilizio continua a piangere miseria, sostenendo che la crisi ha fatto A Milano, Venezia e Roma i costi più elevati del consumo di suolo, Foto: prof. Bizzarro/Flickrcrollare gli introiti. Ma in realtà da questo dossier s’evince che se la ripresa economica economica coincidesse con l’ulteriore consumo di suolo, il conto che la natura dovrebbe pagare sarebbe pressoché incompatibile col proseguimento dell’esistenza. Altra storia sono le ristrutturazioni e le bonifiche di aree dismesse, che andrebbero invece incentivate, come da tempo propone Renzo Piano, riguardo soprattutto ad alcune aree periferiche delle grandi città. Piuttosto grave è che finora l’Italia non si sia mai dotata di una legislazione per difendere il capitale del suolo, opera a cui si dedicano soltanto associazioni di cittadini e singoli amministratori locali.

I COSTI NASCOSTI DEL CONSUMO DI SUOLO – Ci sono una serie di aspetti «nascosti» legati al consumo di suolo. Più questo si riduce, infatti, minore è la produzione agricola, calata per un valore pari a quattrocento milioni di euro. Il rapporto – la novità di quest’anno è proprio la quantificazione economica delle perdite – svela come questo aspetto si ripercuota anche sullo stoccaggio del carbonio, sulla protezione dell’ erosione e generi danni dovuti alla mancata infiltrazione dell’acqua e all’assenza di impollinatori. Solo per la regolazione del microclima urbano – a un aumento di venti ettari per chilometro quadrato di suolo consumato corrisponde un aumento di 0.6 gradi centrigradi della temperatura superficiale – è stato stimato un costo che si aggira intorno ai dieci milioni all’anno. Sono queste le stime preliminari dei costi nazionali provocati dalla trasformazione forzata del territorio avvenuta tra il 2012 e il 2015. Milano (45 milioni), Roma (39 milioni di euro), e Venezia (27 milioni) sono le città metropolitane con i costi annuali più alti.

La maggior parte del suolo consumato è di buona qualità: lo studio condotto in Abruzzo e in Veneto ha dimostrato che i suoli modificati sono quelli con maggiore potenzialità produttiva. Inoltre la copertura artificiale non deteriora solo il terreno direttamente coinvolto, ma produce impatti notevoli anche su quello circostante. Gli effetti si Lombardia, Veneto e campania le regioni in cui il consumo di suolo è maggiore,Foto: Eduardo Gaviña/Flickrripercuotono così sul suolo fino a cento metri di distanza. In altri termini, oltre la metà del territorio nazionale (cinquantasei per cento) risulta compromesso. Nell’anno appena trascorso, le regioni che hanno fatto registrare il maggior consumo di suolo sono state la Lombardia, il Veneto e la Campania. I piccoli Comuni (con meno di cinquemila abitanti) sono risultati i più inefficienti, avendo i valori più alti di consumo marginale di suolo.

Twitter @fabioditodaro

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 2581 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1916 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1515 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1540 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 13732 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 26296 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25682 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 26295
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY