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Car sharing extraurbano, viaggi condivisi per risparmiare soldi e ambiente

La mobilità sostenibile si realizza anche diminuendo il parco auto in circolazione. Infatti spesso gli abitacoli ospitano una persona soltanto

Ilaria Lucchetti
26 novembre 2012

inquinamento emissioni di CO2 car sharing BlaBlaCarCittà e non soltanto. Il car sharing o car pooling, in pratica l’abitudine a condividere posti in macchina per tagliare le spese e per aiutare l’ambiente, riducendo le emissioni di CO2 grazie a un minore numero di mezzi in circolazione, ha già cominciato a superare le frontiere urbane e così anche i tragitti medio-lunghi si possono organizzare in questo modo.

È il caso di BlaBlaCar, il primo sito italiano di condivisione dell’auto, creato nel 2010 da un gruppo di studenti giramondo venuti a conoscenza del sistema all’estero, dove è diffuso già da tempo. Ora, due anni dopo, la “filiale” italiana è entrata a fare parte del network internazionale di riferimento, ha “messo in pista” oltre 100 mila passaggi (dati febbraio 2012) e conta su un team di esperti preparati a risolvere le problematiche della mobilità in chiave sostenibile.

Ma come funziona questo servizio? Il primo passo necessario è di iscriversi e di registrarsi nel portale, fornendo tutta una serie di informazioni: se si è o meno fumatori, il modello di vettura ed eventuali allergie agli animali. Piuttosto che se si ama ascoltare musica durante il viaggio o se si è poco loquaci e desiderosi di silenzio. Caratteristica, questa, che gode di un ranking specifico: il passeggero o conducente chiacchierone dovrà dichiararsi “BlaBlaBla”, chi parla ma senza esagerare dovrà spuntare la voce “BlaBla” e chi, al contrario, si ritiene una persona riservata che preferisce sonnecchiare o guardare fuori dal finestrino per tutto il percorso avrà la possibilità di identificarsi come semplice “Bla”. In questo modo viene tutelata la gradevolezza collettiva dell’esperienza di viaggio. Poi, una volta espletate le registrazioni, guidatori e passeggeri possono scegliere i compagni di macchina in base alla destinazione e alle descrizioni fatte.

A questo punto rientra in gioco il sito che fa da tramite, inviando un sms a tutti i viaggiatori con le informazioni di contatto necessarie. Luogo di partenza e di arrivo sono invece indicate con precisione su una mappa presente nel portale per evitare incomprensioni o equivoci. Il prezzo, altro aspetto importante, è suggerito da BlaBlaCar in base a una serie di valutazioni (benzina, autostrada, ecc) e non può essere alzato dal conducente oltre una certa soglia. Le spese, poi, sono ovviamente da condividere tra i partecipanti. Infine, al termine dell’esperienza comune, è gradito il rilascio di un feed-back da parte di tutti. In modo che gli utenti della community possano costruirsi una reputazione – e accedere a quella degli altri – utile per tragitti futuri.

La cultura del car sharing sicuro per viaggi, anche lunghi, è molto diffusa all’estero, in Europa si contano circa 2,5 milioni di iscritti. Così facendo, ci guadagnano il portafogli, la salute del pianeta – alleggerito dall’assenza di quattroruote in circolazione – e la socialità: se si è fortunati può capitare di incontrare persone gradevoli e interessanti con cui scambiare quattro chiacchiere, come promette il sito già dal nome.

 

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