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Con l’inizio della stagione di caccia rinfocolano le polemiche

In prima fila il WWF secondo la quale il sessantotto per cento degli italiani si schiera contro l’attività venatoria. Ma secondo la BirdLife International, in Italia si arriva a 5,6 milioni di uccisioni illegali

Fabio Di Todaro
16 settembre 2016
caccia, wwf,

Caccia: il 18 settembre ricomincia la stagione venatoria, Image by iStock

La nuova stagione di caccia inizierà ufficialmente il 18 settembre, ma con alcune settimane di anticipo in nove Regioni (Abruzzo, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Toscana e Sicilia) si sono registrate le «pre-aperture», con la possibilità di cacciare tortore e colombacci. Le prime battute di caccia si sono dunque già tenute, nonostante il parere contrario del Wwf. «Abbiamo visto già all’opera cacciatori in azione in stagni e lagune pronti a puntare contro anatre selvatiche, alzavole, germani e marzaiole». Tutto ciò, è la denuncia dell’associazione, «nonostante le evidenze scientifiche e le normative europee che non consentono la caccia nel periodo di fine estate», in cui gli animali sono riconosciuti come più vulnerabili: molti sono ancora immaturi, le specie migratrici che devono prepararsi ai lunghi voli di ritorno verso  i luoghi di svernamento, la scarsità di acqua e cibo a causa delle siccità estive e degli incendi non aiutano. Di sovente, poi, «oltre al danno si concretizza anche la beffa, perché alla strage di migliaia di animali dichiarati cacciabili dalle regioni bisogna aggiungere il disturbo alle specie non cacciabili e le numerose uccisioni accidentali».

MA (QUASI) SETTE ITALIANI SU DIECI SONO CONTRARI ALLA CACCIA – Così, ancor prima dell’arrivo dell’autunno, fioccano le polemiche attorno alla caccia. Il Wwf denuncia «un deficit di controlli per la prevenzione e la deterrenza rispetto ai reati venatori». Situazione in peggioramento anche a causa dei vari riordini che interessano le Polizie Provinciali e il Corpo Forestale dello Stato. Anche se è impossibile calcolare il numero reale degli animali uccisi dalla caccia autorizzata, a causa delle falle nel sistema venatorio, si stima che sotto i colpi delle doppiette possano essere abbattuti in tutta la stagione venatoria decine di milioni di animali. Numeri eccessivi per la maggior parte degli italiani, come documentato da una recente indagine di Eurispes, secondo la quale il sessantotto per cento degli italiani si schiera contro l’attività venatoria. Sempre secondo il Wwf, «le aperture anticipate della stagione della venatoria si inseriscono in un quadro di estrema difficoltà per la fauna selvatica, già segnata dagli abbattimenti illegali. In particolare per gli uccelli, secondo il rapporto di BirdLife International, uscito proprio quest’anno, in Italia si arriva a un numero di uccisioni illegali pari a 5,6 milioni.

Caccia, WWF

Un sondaggio appena effettuato al WWF conferma che quasi 7 italiani su 10 sono contro la caccia, Foto:A. Delle Monache/WWF Italia

STAGIONE DI CACCIA APERTA FINO AL 9 FEBBRAIO – Non è certo la prima volta che le associazioni ambientaliste contestano la preapertura della caccia e in passato hanno anche presentato ricorsi al tar per chiederne l’annullamento. Polemiche e critiche, però, non fermano le doppiette, che in Campania, Abruzzo, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Toscana e Sicilia sono già in azione. Lazio e Marche avranno la stagione venatoria più lunga, dal 1 settembre al 9 febbraio 2017. Inoltre, rimarca il Wwf, altre regioni continuano a mettere a punto escamotage per impedire ricorsi alle associazioni ambientaliste. È il caso della Toscana che ha approvato la «pre-apertura» con un provvedimento dell’ultim’ora: con soli due giorni d’anticipo dal via libera alle doppiette. L’unica consolazione, per chi non vede di buon occhio i cacciatori, è che la pattuglia dei seguaci della dea Diana è in notevole calo. Soltanto in Campania nel 2009 erano iscritte agli ambiti territoriali di caccia 46.498 persone. Sette anni più tardi sono scese a 36.585.

Twitter @fabioditodaro

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