Wise Society : A Riccione il Bagno progettato per rispettare l’uomo e l’ambiente
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A Riccione il Bagno progettato per rispettare l’uomo e l’ambiente

In provincia di Rimini, capitale del divertimento turistico, l'attenzione all'ambiente e ai diritti della persona, vanno di pari passo con la tradizione balneare. Esempio virtuoso di sostenibilità ambientale e sociale è quello del Bagno Giulia 85 di Riccione, eco e friendly per diversamente abiili

Graziella Turiello
20 luglio 2011

Riviera Adriatica, foto di Graziella TurielloIl turismo è una delle attività economiche mondiali più importanti: produce 230 milioni di posti di lavoro e il 10 per cento del PIL mondiale. Ed è anche una di quelle attività in cui sia utenti che gestori possono meglio contribuire ai principi di sostenibilità di cui tanto si parla ma che poi poco vengono applicati.

La Riviera Adriatica viene considerata da sempre la più grande fabbrica del divertimento estivo d’Italia, ma non per questo meno attenta all’uomo e alla qualità della vita. Valori imprescindibili, che la tradizionale ospitalità romagnola sa esercitare durante tutto l’arco dell’anno. Dall’inaugurazione del primo impianto balneare ad oggi sono trascorsi 160 anni e i bagnini nel frattempo sono diventati, nella sola provincia di Rimini, oltre 600. Nella stagione estiva la popolazione aumenta vertiginosamente, una crescita repentina che se non fosse controllata adeguatamente potrebbe avere conseguenze negative importanti sul territorio. Da qui l’ideazione e la realizzazione di un progetto concreto che rendesse gli stabilimenti balneari ecosostenibili ed energicamente autonomi.

Sin dal 2002 la Provincia di Rimini ha studiato, con la collaborazione dei bagnini, un progetto di gestione eco-compatibile di uno stabilimento balneare, senza trascurare la convenienza economica per gli operatori. Il Bagno Giulia 85 di Riccione ha rappresentato in questi anni il banco di prova dove testare tutta l’attuazione del progetto Bagnino Ecosostenibile, di cui sono punti cardine un attento consumo di acqua ed energia pulita.

Raccolta delle acque reflue delle docce, foto di Graziella TurielloL’impianto di riciclo dell’acqua, prevede la raccolta delle acque reflue delle docce, acqua sostanzialmente non inquinata se non da detergenti molto blandi e comunque diluiti, raccolta in una cisterna posta sotto le docce stesse. Una serie di filtri e la decantazione permettono l’abbattimento delle sostanze disperse. Una pompa ad immersione spinge poi l’acqua verso le varie utilizzazioni: dalle cassette di risciacquo dei WC, all’impianto di irrigazione del giardino dello stabilimento, e altri usi nei quali non è necessaria acqua potabile. Tutto ciò permette il risparmio di ben 5000 litri di acqua potabile ogni giorno. Il capitolo relativo alla produzione energetica ha previsto un impianto fotovoltaico ubicato sopra le cabine e sopra la casetta residenziale del gestore. Impianto che produce energia pulita, utile al completo fabbisogno energetico del Bagno: dal riscaldamento delle docce, all’illuminazione, al funzionamento degli elettrodomestici presenti, senz’altro consumo se non quello della luce solare, risparmiando ben 3800 chilogrammi all’anno di anidride carbonica immessa nell’aria. Il Bagno Giulia 85 è andato addirittura oltre utilizzando, nella radicale ristrutturazione dello stabilimento, materiali a basso impatto ambientale e riciclati, applicando i principi di bioclimatica e bioedilizia. Tutto questo senza dimenticare riduttori di flusso per la rubinetteria piuttosto che le lampadine a basso consumo, per terminare con quello che potrebbe sembrare scontato, come la raccolta differenziata dei rifiuti radunata attraverso piccole isole ecologiche poste in tutte le aree del bagno.

Fotovoltaico sopra la casetta residenziale del gestore, foto di Graziella Turiello

E proprio l’attenzione alla persona, soprattutto chi ha problemi a muoversi autonomamente, ha fatto nascere, sempre al Bagno Giulia 85 di Riccione, il progetto pilota SpiaggiaLiberAtutti ossia un litorale interamente accessibile ed ecosostenibile, grazie a un percorso di modernizzazione delle strutture ricettive balneari in una prospettiva europea di abbattimento delle barriere architettoniche. Abbattimento delle barriere architettoniche vuol dire quindi: cabine più ampie per un miglior accesso, percorsi e segnaletica in Braille, lettini sdraio più alti del consueto per agevolare in autonomia il passaggio dalla sedia a ruote al lettino, speciali carrozzine che permettono di entrare direttamente in mare, canoe per poter “prendere il largo” in autonomia. Tutti interventi che garantiscono un’ampia accessibilità a 360° a tutti i servizi dello stabilimento, dando opportune garanzie e supporti ai diversamente abili per le attività di balneazione.

Progetto pilota "SpiaggiaLiberAtutti", foto di Graziella Turiello

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