Wise Society : Un’alimentazione sana per combattere le malattie

Un’alimentazione sana per combattere le malattie

di Chiara Bondioli e Francesca Tozzi
11 Febbraio 2013

Psicologi, life coaching e medici si sono dati appuntamento a Milano per indagare i principali indicatori di una dieta corretta. Dall'energia ai colori fino ai sapori e alla meditazione, un breve excursus, attraverso le parole degli esperti, nei segreti di una sana alimentazione come chiave per raggiungere la salute psico-fisica

Una platea di tutte le età e ringiovanita dalla presenza di due classi di liceali della scuola professionale Amerigo Vespucci di Milano, ha partecipato al convegno La cucina e i segreti di un’alimentazione sana organizzato da SapereIl sapore del sapere.

Un’occasione per avvicinare anche i giovani, di solito poco ricettivi ai dettami della salute a tavola e più inclini ai piaceri del junk food, ai temi sempre più attuali della prevenzione attraverso una dieta corretta.

 

Recuperare la tradizione per portare la salute a tavola

La giornata ha visto alternarsi specialisti come Elena Alquati, presidente dell’Associazione Macrobiotica Italiana, che ha fatto un punto sulle caratteristiche (dimenticate) di molti cibi, che non riguardano solo le componenti nutrienti ma anche i sapori come il dolce, l’amaro o il piccante, che hanno un preciso significato nella medicina: il dolce, ad esempio, crea liquidi mentre il piccante aiuta a eliminare, quindi è importante valutare quando assumerli.

«La natura è molto intelligente e, secondo le aree geografiche, troveremo i prodotti adatti al nostro organismo: in una secca troveremo alimenti più dolci che creano più umidità e viceversa nelle zone più umide quelli amari che induco maggiore secchezza»; una tesi antica, ha continuato Alquati, perché «come già affermava Ippocrate, per curare una persona non solo bisogna conoscere le sue abitudini alimentari, i metodi di cottura dei cibi ma anche la terra dove vive».

Un ritorno alla saggezza delle nonne aiuterebbe anche a scegliere gli alimenti giusti ha suggerito l’esperta e ha citato a questo proposito la difesa della cultura della tradizione sostenuta dal giornalista e scrittore americano Michael Pollan nel suo libro In difesa del cibo.

Cibo e meditazione

Di energia, salute e cibo ha parlato anche l’esperta di tecniche yoga e life coaching, Beatrice Iulini, autrice anche del libro Med & Food, che ha sostenuto come la fluidità del nostro essere ci porti a uno stato di continuo cambiamento, se si pensa che alcune cellule si rinnovano continuamente così come i nostri pensieri, in cui anche se restiamo noi stessi, siamo sempre nuovi.

Iulini ha invitato a pensare come la fonte della salute stia proprio nell’armonizzazione di questi flussi e della comunicazione tra i 7 livelli dell’esistenza (corpo, respiro, mente, intelletto, memoria, ego e sé); infatti, ha sottolineato la life coaching,«non a caso in sanscrito salute si dice swasthya che significa centrati nel sé». Per acquisire questa centratura è importante attivare 4 fonti di energia, respiro, cibo, sonno e meditazione, che rappresentano per tutti noi la medicina più efficace.

La psicologia del colore

Un elemento da non sottovalutare a tavola è quello del colore come ha argomentato lo psicologo e psicoterapeuta e esperto nella psicologia del colore, Gianni Camattari. Esistono infatti dei colori che abbiamo dentro di noi che devono dialogare in modo equilibrato con quelli che introduciamo, attraverso il cibo, che indossiamo oppure che vediamo. La visione del colore provoca una vibrazione sulla retina che si trasforma in impulsi che si riverberano nella zona ipotalamica e poi nei lobi occipitali. Questo crea reazioni negative o positive dentro di noi.

È importante quindi determinare i nostri colori “interni” per accostarli a quelli esterni in modo sempre equilibrato. Come fare per capire qual è il nostro colore dominante? « Basta mettersi in una posizione di concentrazione con la schiena dritta, chiudere gli occhi e respirare profondamente due o tre volte: il primo colore che vedremo è il nostro colore terapeutico e dovremo mangiare più cibi con quel colore e indossarlo spesso» ha suggerito Camattari.

 

Lo psicoterapeuta ha poi data una breve spiegazione sulle valenze dei diversi colori: il rosso è energia, dinamismo (quindi poco adatto a una sala da pranzo, ad esempio): l’arancione rappresenta il movimento; il giallo la curiosità, l’esplorazione, l’apertura al dialogo e al confronto (perfetto per un salotto dove ci si trova a chiacchierare); il verde la vigilanza, il controllo, la difesa; il blu la calma e la serenità; l’indaco una sensibilità particolare e il viola la relazione tra terra e cielo, tra l’uomo e le energie cosmiche.

La mattinata si è chiusa con l’intervento della dottoressa specializzata in ematologia, Daniela Malagò che ha introdotto alcuni studi dedicati ai valori nutrizionali di frutta e verdura e alle loro qualità nei termini di prevenzione.

Una valutazione da fare quando si pianifica la propria dieta quotidiana anche se, purtroppo, sempre più spesso questi preziosi alimenti, alla base della nostra piramide alimentare, sono diventati potenziali nemici a causa dell’uso massiccio di pesticidi (secondo molti studi scientifici da correlare con l’aumento di molte malattie degenerative) in agricoltura.

Nutrirsi di soli alimenti vegetali

Ad aprire i lavori nel pomeriggio è stata la dottoressa Luciana Baroni – medico, nutrizionista e presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – che ha dedicato il suo intervento ai cinque gruppi (cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca) che rappresentano i mattoni di base di qualsiasi dieta. In quella vegetariana, e vegana in particolare, devono però essere presenti in modo variato e bilanciato per garantire al corpo i nutrienti di cui ha bisogno.

 

Il ferro e il calcio sono presenti anche nella soia e nelle verdure. I cereali, se consumati in versione integrale e variandone le tipologie, apportano carboidrati complessi, proteine, minerali e vitamine del gruppo B; i legumi sono ottime fonti di proteine e fibra. La dottoressa ha spiegato i principi della VegPyramid, una proposta di Linee Guida italiane per una corretta alimentazione vegetariana, un sistema pratico perché struttura i cinque gruppi in fasce e ne traduce i principi in consigli da seguire quotidianamente.

Cuciniamo per tornare in salute

Una regola di base che vale anche per gli onnivori è quella di privilegiare nel carrello della spesa i cibi semplici e naturali e non le trasformazioni industriali dei cibi stessi, di solito piene di additivi e grassi trans e idrogenati. A introdurre il concetto è stato il professor Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, che ha prima stuzzicato il pubblico con qualche domanda per indagare le più diffuse abitudini alimentari e ha proseguito poi nel suo intervento dedicato alla prevenzione delle malattie croniche in cucina.

Forte è stato il suo invito a tornare a cucinare per controllare gli alimenti a partire dalla materia prima; ecco perché sarebbe bene riprendere a macinare i chicchi di grano procurandosi un mulino o almeno una fioccatrice.

Dopo aver esposto alcuni interessanti risultati di ricerche sul rapporto fra cibo e malattie – tra questi il fatto che l’assunzione di fibre non sarebbe efficace contro la formazione dei polipi e dei tumori all’intestino ma piuttosto nella prevenzione di altre forme di cancro, del diabete, dell’infarto e dell’ictus cerebrale – e aver suggerito qualche ricetta per la colazione, il professor Berrino ha elencato le raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro tra le quali spiccano: basare l’alimentazione quotidiana prevalentemente (anche se non esclusivamente) sul cibo di origine vegetale non trasformato, limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate, limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate.

La compatibilità biologica dei cibi

I disturbi della psiche sono spesso legati anche a una cattiva alimentazione: certi cibi sono in grado non solo di modificare le nostre vibrazioni energetiche ma anche di accumulare tossine nelle nostre cellule dando origine ad allergie e processi infiammatori. La dottoressa Lorena Di Modugno, psicologa e psicoterapeuta a orientamento vedico, si è concentrata sulla compatibilità biologica dei cibi con il nostro organismo e sulle migliori combinazioni alimentari.

L’obiettivo è quello di bilanciare le sostanze acide, necessarie al processo digestivo, con quelle alcaline utili a regolare il ph del corpo. «Di conseguenza – spiega – la dieta, oltre a far spazio ad alimenti acidificanti come la carne, i formaggi, le uova e la caffeina, dovrà essere molto ricca di cibi alcalinizzanti, soprattutto frutta e verdura. Molta attenzione va dedicata al ruolo e all’attività degli enzimi, molecole che regolano i processi metabolici e la risposta infiammatoria del sistema immunitario. Per esempio, la saliva contiene ptialina che ha il compito di scomporre gli amidi già nella bocca ma se il corpo ne produce molta va in contrasto con l’acido cloridrico nello stomaco per cui associare carne (la cui digestione richiede l’attivazione della pepsina in ambiente acido) e cereali potrebbe dare dei problemi a livello digestivo».

 

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