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Troppi additivi e cibi trasformati nella nostra piramide alimentare

Che sta succedendo alla nostra piramide alimentare? Sta crollando. I cibi freschi sono sempre più spesso sostituiti da prodotti confezionati e pieni di additivi. Il professor Matteo Giannattasio ci spiega come recuperare i benefici della dieta mediterranea

Francesca Tozzi
17 luglio 2012

Che sta succedendo alla nostra piramide alimentare? Sta crollando. Come ben spiega il professor Matteo Giannattasio, avvengono al suo interno dei passaggi di livello che di certo non sono destinati a migliorare la qualità complessiva del nostro modo di alimentarci.

Frutta e verdura

Frutta e verdura Foto di muammerokumus/flickrPartendo dalla base della piramide dove frutta e verdura dovrebbero dominare incontrastate, in quanto sono le basi della dieta mediterranena, si nota che mentre si stanno riducendo le porzioni di frutta e verdura fresche, crescono i consumi di aranciate e bevande zuccherate a base di succhi di frutta. Molti, bevendo i succhi di frutta che ormai si trovano dappertutto a tutti i prezzi e con tutti i gusti possibili e immaginabili, con additivi, estratti e conclamate virtù salutistiche e funzionali, sono convinti di bere l’equivalente di una spremuta di frutta fresca. Eppure non è così. Basta guardare l’elenco degli ingredienti di un’aranciata confezionata: il primo, e quindi il principale, è l’acqua; seguono il succo d’arancia (soltanto il 12%) e lo zucchero. E poi si possono trovare acidificanti come l’acido citrico (E 330), coloranti come il beta-carotene (E 160a), addensanti come le pectine (E 440), antiossidanti come l’acido ascorbico (E 300) e aromi. Ci si potrebbe legittimamente domandare dove sia la qualità in tutto questo.

Farina e prodotti cerealicoli

Sul gradino superiore scende il pane fresco a favore dei vari pane bauletto, fette biscottate e merendine. Gli italiani hanno sempre mangiato tanti cereali ma il grano con cui vengono prodotti è cambiato: dal 1960 a oggi, con l’introduzione in agricoltura di varietà altamente produttive e di concimazioni azotate, è aumentata enormemente la produzione mentre è diminuito il contenuto in minerali (zinco, ferro, rame e magnesio). Nello stesso tempo nella farina è aumentata la frazione di glutine che causa celiachia e allergie; e infatti sono problemi sempre più diffusi. Nei prodotti trasformati a base di farina, per esempio le merendine tanto amate dai bambini, oltre alla farina di frumento c’è un elenco infinito di ingredienti che comprende anche emulsionanti (mono e digliceridi degli acidi grassi), aromi e vari estratti.

Olio e burro

Saliamo un altro gradino e vediamo che l’olio di semi è spesso preferito all’olio extravergine d’oliva, che costa di più ma è superiore perché ha un valore nutrizionale e salutistico più elevato, oltre che un gusto migliore. Nell’olio di semi ci sono in misura maggiore gli Omega-6, che sono da limitare, perché favoriscono le infiammazioni, e da compensare con gli Omega-3 ben presenti nel pesce i cui consumi stanno però calando. Un altro luogo comune vuole la margarina migliore del burro, perché percepita più leggera e tutta vegetale, eppure nella margarina sono presenti gli acidi grassi idrogenati che bene di certo non fanno.

Latte, pesce e carne

Latte mix Foto di Mowie Kay/flickrIl latte, che occupa il quarto gradino partendo dal basso, è sempre più consumato scremato e sempre meno nella versione fresco e intero. Ma un latte intero di qualità cioè prodotto da una mucca alimentata a erba e fieno in un allevamento non intensivo contiene nella giusta quantità tutti i tipi di grassi, Omega-3 compresi e la vitamina E. Ha già in natura quello che ci serve. Latte e yogurt scremati (in questi ultimi la legge ammette l’uso di zuccheri e additivi) sono nutrizionalmente più poveri. In una frase, perché bere il latte addizionato con Omega-3 quando un buon latte di mucca ha già tutto quello che serve e costa di meno?

Lo stesso discorso vale per la carne che non va eliminata (ma nemmeno mangiata sempre e sotto forma di hamburger) ma consumata ogni tanto (e non a caso si trova in cima alla piramide): una bistecca di bovino allevato all’aperto e bene alimentato avrà i giusti nutrienti e altri vantaggi: minor contenuto di grassi saturi e maggiore di insaturi, minore rischio che contenga antibiotici o residui di pesticidi, meno acqua e più sapore.

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