Wise Society : Piattaforma Fusions: per combattere lo spreco in modo coordinato a livello europeo
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Piattaforma Fusions: per combattere lo spreco in modo coordinato a livello europeo

Il problema dello spreco alimentare si risolverà solo se l'Europa si deciderà ad adottare strategie condivise. Nasce per questo il progetto Fusions, rappresentato in Italia da Last Minute Market e dall'Università di Bologna

Francesca Tozzi
20 maggio 2013

spreco alimentareRealizzare una Piattaforma Europea per stimolare lo scambio di informazioni e strategie condivise tra gli operatori del settore agroalimentare. E servirsene per favorire un più efficiente uso delle risorse riducendo gli sprechi alimentari. È questo l’obiettivo di Fusions (Food Use for Social Innovation by Optimising Waste Prevention Strategies), progetto promosso dalla Commissione Europea, che coordina le iniziative di 21 istituzioni partner appartenenti a 13 paesi dell’Unione Europea e dell’area economica europea ed è sostenuto da oltre 80 enti Ue. Secondo quanto emerge dal primo sondaggio di Waste Watcher, l’osservatorio internazionale contro gli sprechi attivato dal 2013 nell’ambito dell’Università di Bologna, il problema riguarda anche l’Italia dove il 42% del totale degli sprechi (76 kg pro capite per anno) si materializza all’interno delle mura domestiche: si tratta, in peso, del 25% della spesa. Lo spreco alimentare rappresenta l’1,19% del Pil.

E sarà proprio l’Università di Bologna in collaborazione con Last Minute Market, entrambe da sempre impegnate sul fronte della lotta allo spreco e della sensibilizzazione dei consumatori, a rappresentare in Italia questo progetto i cui obiettivi sono dimezzare questi numeri entro il 2025 e proclamare prima possibile l’Anno europeo contro lo spreco alimentare. Ma i tempi tecnici affinché quella Risoluzione possa essere recepita in norme sono ancora lunghi, ecco perché Last Minute Market ha ideato, d’intesa con Trieste Next, la Carta Spreco Zero, un programma di impegni e buone pratiche che impegna i sindaci sottoscrittori a rendere subito operative le indicazioni della Risoluzione del Parlamento europeo: nel dettaglio, sostenere tutte le iniziative che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo la filiera agroalimentare per redistribuirli gratuitamente a categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo, continuando a educare la collettività sul consumo sostenibile di cibo, acqua ed energia tramite programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica.

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