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Sostenibilità alimentare e aziendale: paste bio a confronto

Un pacco di pasta vale l'altro? WiseSociety.it ha fatto una piccola indagine per tastare il polso a sei note aziende in fatto di impatto ambientale, welfare aziendale e controllo produttivo. Con buoni risultati

Lia del Fabro
26 marzo 2013

Image by © Ocean/CorbisWiseSociety.it ha messo a confronto sei aziende italiane produttrici di pasta di grano duro biologica sui temi della sostenibilità ambientale e aziendale. Si tratta di un’azienda di grande distribuzione (Coop), due grandi società di produzione e distribuzione bio (Alce Nero e EcorNaturaSi), una tradizionalmente produttrice di pasta (Garofalo) e due più artigianali (Libera Terra e la Finestra sul Cielo).

Tutte sono state interpellate su come affrontano l’impatto ambientale della loro attività, con un riferimento particolare all’emissione di anidride carbonica.

Ma abbiamo anche chiesto alle aziende di illustrarci le loro politiche di welfare (inteso come l’insieme delle politiche aziendali in tema di gestione del personale), le eventuali iniziative di carattere sociale e locale per misurare il ruolo dell’azienda sul territorio e la comunità e infine abbiamo analizzato il ciclo del prodotto, per capire se le aziende interpellate hanno il polso su quanto accade nel corso dell’intera filiera, dalla produzione delle farine sino alla distribuzione della confezione di pasta biologica.

Le caratteristiche in comune

Tutte dimostrano di dare importanza al controllo produttivo, specie nella scelta delle farine, e alla qualità della pasta: ad esempio Garofalo è un’azienda famosa come tradizionale produttrice di pasta, e Coop si affida ad un altro noto pastificio (Rummo) per la produzione della sua pasta.

Libera Terra produce biologico sulle terre confiscate alla mafia: è evidente quanto sia nel DNA di questo consorzio tra aziende produttrici l’attenzione verso quello che abbiamo definito welfare aziendale.

Anche per quello che riesce a fare in tema di progetti sociali sul territorio, Libera Terra è un caso del tutto unico e particolare. Nel caso di EcorNaturaSì e Alce Nero da segnalare che esiste al loro interno una mensa aziendale con prodotti biologici per i dipendenti.

Sulla tutela della biodiversità e impatto ambientale, le aziende interamente biologiche come Alce nero e EcorNaturaSì meritano di essere premiate, ma anche ad un’azienda di grande distribuzione, come Coop, va una menzione per la costante attenzione nei riguardi dei temi ambientali.

Coop è tra le pochissime che abbia eseguito una misurazione della carbon footprint per alcuni prodotti, anche se il limite sta nel fatto che il risultato non è noto, trattandosi per il momento di calcoli interni all’azienda. Alce Nero, EcorNaturaSì e Libera Terra pongono il controllo dell’emissione di Co2 come questione da sviluppare.

Un’annotazione sulla distribuzione dei prodotti: nessuna azienda , con eccezione di Alce Nero, per il momento attribuisce particolare attenzione alla logistica distributiva in termini di minore impatto ambientale, e ciò è forse dovuto anche alla complessità del tema.

L’importanza del packaging ecologico

Tutte le aziende utilizzano sacchetti di plastica riciclabile come confezione della pasta. Da segnalare che molte (si distinguono Alce Nero e Garofalo) si pongono il problema della confezione e hanno allo studio modelli di produzione per implementare un packaging più ecologico.

Per concludere, tirando le somme, possiamo dire che Coop riserva, nelle sue strategie aziendali, molta attenzione alla tematica ambientale. Libera Terra si distingue per l’importante aspetto sociale che porta avanti tra tante difficoltà. La Finestra sul Cielo punta alla qualità della farina utilizzata.

Garofalo ha il merito di aver inserito una filiera bio all’interno di una produzione tradizionale. Alce nero e EcorNaturaSì sono tra le più importanti aziende di prodotti alimentari esistenti sul territorio nazionale vocate al biologico, e della sostenibilità ambientale ne hanno fatto il loro manifesto.

Per sintetizzare, abbiamo cercato di tradurre le informazioni raccolte, in un punteggio a stelline (da 0 a 4 secondo la qualità dei dati raccolti) che misura la sensibilità in tema  di attenzione all’ambiente e al sociale: insomma un modo per affermare che si può agire in modo sostenibile anche partendo dall’acquisto di un semplice pacco di pasta.

biodiversità e impatto ambientale

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