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Le mamme italiane alle prese con lo svezzamento

Quando cominciare? che tipo di cibi somministrare? in quali dosi: ecco le risposte a tutti i quesiti delle mamme de dei papà

Fabio Di Todaro
9 dicembre 2016
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Per lo svezzamento dei loro figli, le mamme tendono spesso a documentarsi online (1 su 2), Image by iStock

Le mamme italiane? Quando si parla di alimentazione dei loro figli si scoprono insicure (4 su 10 in ansia) e ipercritiche (solo 2 su 10 giudicano adeguata l’alimentazione dei figli), anche se si occupano in prima persona dei pasti (il 90 per cento li prepara personalmente) e hanno un buon livello di informazione. Chi ha bambini piccoli, in particolare, dichiara di avere spesso dubbi e non sapere a chi chiedere (31 per cento) e il 65 per cento teme che i propri bambini non seguano una dieta equilibrata e completa di tutti i nutrienti. Il dato emerge da una ricerca condotta da Doxa per Unaitalia, l’associazione di categoria che tutela e promuove le filiere agroalimentari italiane delle carni e delle uova.

FAI DA TE? NO GRAZIE – Per lo svezzamento dei loro figli, le mamme tendono spesso a documentarsi online (1 su 2) e quattro di loro su dieci ritiene attendibili le informazioni che legge in rete su un alimento. «Ma il fai da te non è mai da consigliare – si raccomanda Giuseppe Morino, direttore dell’unità operativa di educazione alimentare dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma -. Il rischio è quello di proporre un’alimentazione non conforme ai reali fabbisogni del bambino, che può essere carente o eccessiva, e comportare ricadute sulla crescita in statura e in peso, sullo sviluppo neuropsicologico, sulla maturazione del sistema immunitario». Se il ruolo dei genitori è insostituibile nel dare il buon esempio, è importante seguire le indicazioni del pediatra, che si basano su evidenze scientifiche e le raccomandazioni emanate dalle società scientifiche nazionali ed internazionali.

SALE, ZUCCHERO, PROTEINE E GRASSI: ECCO GLI ERRORI PIÙ COMUNI – Tra gli errori più comuni in questa fase c’è quello di aggiungere sale ai cibi. «Non è necessario, i cibi offerti contengono già quantità sufficienti di sodio – prosegue l’esperto -. Inutile e dannoso è anche aggiungere zucchero o proporre cibi dolci: rischiano di influenzare il grado di piacevolezza al palato del cibo e le preferenze alimentari a lungo termine». Attenzione anche a non eccedere con le proteine: «Qualora il latte materno non sia disponibile, meglio prediligere per il primo anno latte formulato o artificiale, a contenuto proteico più simile a quello del latte materno e non il latte vaccino». Importante poi è non trascurare la quota necessaria di grassi. «Per questo consigliamo di aggiungere un cucchiaio di olio di oliva fin dalle prime pappe e non inserire latte vaccino parzialmente scremato nei primi due anni».

I TEMPI CONTANO – Quando partire con lo svezzamento? Si inizia intorno ai sei mesi di età del bambino. Via libera alla frutta, inizialmente mela e pera per abituare il bambino al cucchiaino. Per le successive pappe meglio cominciare con cereali senza glutine (mais, tapioca e riso, prima a forma di semolino e poi pastina), per poi passare, dopo il sesto mese, a quelli con glutine. I cereali, prosegue l’esperto, «dovrebbero essere serviti con un brodo di verdure, cotte e tritate, come patate, zucchine e carote. Insieme si aggiunge la carne: si inizia con liofilizzati e omogeneizzati di pollo, tacchino, coniglio e agnello, meno allergizzanti, per poi inserire anche vitello e manzo». Gradualmente si possono inserire anche altre fonti proteiche: come pesce, legumi, formaggi. Tutto ciò, ovviamente, a fronte di una riduzione nel consumo di carne. L’eccesso proteico nei primi anni di vita è infatti considerato da diverse ricerche uno dei principali fattori di rischio per l’obesità infantile.

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Svezzamento: gli esperti consigliano frutta e cereali, liofilizzati e omogeneizzati di pollo, tacchino, coniglio e agnello serviti con brodo di verdure, cotte e tritate, patate, zucchine e carote, Image by iStock

MA PURE LE PORZIONI – Qualche idea delle porzioni? Per le prime pappe un bambino di 7-8 mesi si possono utilizzare 50 grammi di passato di verdura (patate, carote, zucchine e lattuga) o 200 millilitri di brodo vegetale, con aggiunta di 14 grammi (due cucchiai da tavola) di pastina o 12 g (due cucchiai da tavola) di crema (riso, multi cereali, mais e tapioca), un cucchiaino di olio extravergine di oliva. Come fonte proteica si può scegliere tra: 40 grammi di carne omogeneizzata o pesce, 25 grammi di ricotta di vacca, 5 grammi di carne liofilizzata o 12 grammi di lenticchie secche. Tra i 9 e i 12 mesi si aggiungono come fonti proteiche anche l’uovo, il prosciutto cotto o crudo sgrassato o la ricotta di mucca. Tra i 12 e i 24 mesi aumentano le porzioni di pasta (28 grammi), riso e semolino (25 grammi) per primo, carne o pesce freschi (30 grammi), legumi secchi (15 grammi), formaggio fresco (25 grammi) per secondo, da servire sempre con verdure miste (100 grammi pasto). «Quando si parla di nutrizione e corretta alimentazione, sono inutili le forzature – va avanti Morino -. È incoraggiando il bambino a sperimentare, toccare, annusare che si forma un rapporto positivo con il cibo. Fondamentale in questo il buon esempio dei genitori e un approccio multisensoriale».

Twitter @fabioditodaro

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