Wise Society : La dieta Zona diventa mediterranea
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La dieta Zona diventa mediterranea

Lo studio dei cibi ricchi di polifenoli è l'ultima innovazione del regime alimentare di Barry Sears che agisce sulla risposta glicemica

Mariella Caruso
13 maggio 2015

40 30 30«Fare pace col cibo e nutrirsi in maniera corretta». Sono questi i motivi per i quali, secondo la nutrizionista e naturopata Daniela Morandi, tutti dovrebbero seguire una dieta «ricca di polifenoli e a povera di carboidrati bianchi ad alto contenuto glicemico». Perché – sottolinea la Morandi – stare bene, dimagrire e mantenersi in forma «non è una questione di calorie, ma di abbinamento di alimenti e di controllo dietetico delle risposte ormonali». Benvenuti nel mondo della “dieta Zona”, la strategia nutrizionale ideata dal dottor Barry Sears che promette di far rimanere in forma mangiando tutti gli alimenti nella giusta quantità, scegliendo la qualità delle calorie da quelle che vengono considerate fonti privilegiate. Se ne parla nel nuovo libro “La Zona mediterranea” (Sperling & Kupfer, pag. 352, 16 €), scritto da Barry Sears con Daniela Morandi. «Attenzione, però, a non farsi fuorviare dal titolo – avverte la nutrizionista -, perché non si tratta di una rielaborazione della dieta mediterranea, quella con pasta, pane e pizza, ma di una rielaborazione in cui sono compresi gli alimenti base dei popoli che s’affacciano sul Mediterraneo». Che, poi, sarebbero quelli studiati da Ancel Keys, il biologo statunitense che fu il primo a studiare in maniera scientifica i benefici della dieta mediterranea. «Dopo un lavoro di diffusione durato vent’anni dei concetti nutritivi della Zona – spiega -, piuttosto rivoluzionari in mondo dominato dalle calorie, è arrivato il momento di riappropriarci della potenza del cibo del Mediterraneo, ricco di elementi preziosi come i polifenoli e gli omega-3».

dan 4I CONCETTI DELLA “DIETA A ZONA” – I concetti nutritivi rivoluzionari della dieta a Zona girano intorno all’insulina e ai livelli d’infiammazione cellulare del corpo. L’insulina è l’ormone che – come spiega Sears nei suoi libri –, se presente in eccesso, ci fa ingrassare e restare grassi, ma senza il quale il metabolismo finirebbe per bloccarsi. L’infiammazione cellulare scatenata dagli alti livelli d’insulina – sottolinea Sears -, «è del tipo che uccide perché è silente e porta all’insorgere di patologie croniche come diabete, cardiopatie, cancro». Per neutralizzare l’infiammazione cellulare, però, spiega il papà della Dieta Zona, basta tenere sotto controllo i livelli d’insulina attraverso una dieta adeguata. «Abbinamento dei macronutrienti, consumo di frutta e verdura ricchi di polifenoli e di pesce che è fonte di omega 3 e il mantenimento delle giuste percentuali di carboidrati, proteine e grassi nella misura 40-30-30 sono i fondamenti della Zona», aggiunge Daniela Morandi che, con lo chef Claudio Colombo Severini, ha declinato la “Zona mediterranea” in ricette appetitose che sono state inserite nel volume omonimo. «Il mio è un viaggio nel gusto che parte dalla mia storia di figlia di un emiliano. Dal momento che sono una donna che ama molto la cucina e sono anche una nutrizionista che deve insegnare alla gente a nutrirsi in maniera sana, voglio che i pasti siano sani, ma anche fonte di gioia – spiega -. Quindi oltre a spiegare come abbinare gli alimenti, con Colombo Severini abbiamo creato piatti saporiti mettendo in Zona tutte le scelte alimentari: da quella vegana a quella onnivora».

COP_Sears_Zona mediterranea.inddMAGRI SIGNIFICA SANI? – «Magri=sani non è un’equazione che vale per tutti allo stesso modo. A stabilire il limite al quale ognuno di noi può tendere in maniera sana, ovvero senza alimentare processi infiammatori nell’organismo è la risposta glicemica che è diversa da persona a persona». Naturalmente è difficile spiegare che “dieta” non significa privazione momentanea, ma imparare un regime alimentare che deve essere seguito in ogni momento. Ma, come ricorda Sears, «il cibo è potente e Ippocrate era nel giusto quando diceva: “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”».

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