Wise Society : Il tofu migliora la vita sessuale
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Il tofu migliora la vita sessuale

Merito della soia, ricca di fitoestrogeni: oltre a fornire proteine, fibre e grassi insaturi, favorirebbe l'attività sessuale. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Berkeley ha condotto uno studio sui primati con interessanti analogie con l'uomo

Francesca Tozzi
26 novembre 2012

Foto di Vegan Feast Catering/flickr Una ragione in più per diventare vegetariani? Migliorare la propria vita sessuale. Sembra una boutade ma ha, invece, un fondamento scientifico. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Hormones and Behavior e realizzato dai ricercatori dell’Università della California di Berkeley (UCB), il consumo di porzioni abbondanti di vegetali, in particolare della soia sotto forma di germogli e di tofu, avrebbe un effetto sugli ormoni che guidano i comportamenti sessuali. Più della carne, che nell’immaginario collettivo “fa sangue” e dona vigore, più dei cosiddetti cibi afrodisiaci, la cui efficacia è legata a un fattore psicologico, più del vino rosso, che funziona come semplice vasodilatatore.

Il merito è dei fitoestrogeni – i cosiddetti «ormoni del sesso» – contenuti nei vegetali, e in particolare nella soia. Da qui, i particolari poteri del tofu, che proprio dalla soia deriva. In effetti non è necessario essere vegetariani: basta sostituire ogni tanto le proteine animali con i germogli di soia o con il tofu, disponibile in varie forme anche al supermercato. Il sapore non è deciso ma le virtù nutrizionali sono notevoli: buona fonte di proteine vegetali, di fibre e di grassi “buoni”, digeribile ed equilibrato. Non solo. Come insegna la nutrigenomica, quello che mangiamo ha un effetto su ormoni e neurotrasmettitori.

 La ricerca è stata condotta dal dottor Michael Wasserman e dai suoi colleghi della University of California Berkeley’s Department of Environmental Science, Policy and Management su un gruppo di scimmie ed è la prima a studiare il collegamento tra i fitoestrogeni presenti nelle piante e il comportamento nei primati selvatici, in questo caso un gruppo di colobi rossi del Kibale National Park in Uganda. Questi si nutrono delle foglie di Millettia dura, un albero tropicale che contiene composti simili agli estrogeni, capaci di influenzare il sistema endocrino e il comportamento. In undici mesi di osservazione, i ricercatori hanno notato che, quando i colobi consumavano le foglie di Millettia dura, incrementavano i loro livelli di estradiolo, l’ormone del sesso, e di cortisolo, l’ormone dello stress, dedicando più tempo all’accoppiamento.

Anche se condotto su modello animale, questo studio ha una corrispondenza con gli esseri umani per via delle numerose somiglianze genetiche tra noi e i primati per cui gli effetti su entrambe le specie sono molto simili. «Alterando i livelli degli ormoni responsabili di comportamenti sociali importanti per la riproduzione e la salute – spiega Wasserman – le piante possono aver giocato un ruolo importante nell’evoluzione dei primati, compresi gli esseri umani, in modi che, finora, sono stati sottovalutati».

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