Wise Society : Maiali, una battaglia tra razze autoctone e suini stranieri
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Maiali, una battaglia tra razze autoctone e suini stranieri

Una piccola mappa delle razze autoctone recuperate e valorizzate contro la contraffazione alimentare

Marco Castrovinci
19 settembre 2014

Macchiaiola MaremmanaCi sono maiali e maiali. E, naturalmente, non tutti sono uguali. In tema di qualità, tracciabilità e garanzie per i consumatori è inevitabile affrontare una materia rovente come quella della contraffazione alimentare. Un recente studio pubblicato da Coldiretti ha fatto emergere un dato inquietante: «La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari “Made in Italy” fa perdere all’Italia oltre 60 miliardi di euro di fatturato che – si afferma nel documento dell’associazione – potrebbero generare reddito e lavoro in un difficile momento di crisi».

È il caso, per esempio, dei maiali e prodotti derivati importati dalla Germania o da altri Paesi europei e destinati a essere stagionati in Italia. Per questo qualche tempo fa, al valico del Brennero, Coldiretti ha chiamato a raccolta migliaia di agricoltori e allevatori per protestare contro l’arrivo dall’Austria di camion carichi di merci (tra formaggi, latte, prosciutti, carne di maiale, eccetera) «per difendere l’economia e il lavoro delle campagne dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane» e proporre «un’etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari».

Befana, capostipite allevamento Felcetone di Macchiaiola MaremmanaMa quali sono le razze autoctone di suini in Italia? «Negli ultimi decenni c’è stata un’opera di recupero importante», spiega Giovanna De Cola, tra gli artefici del progetto di recupero della Macchiaiola Maremmana. «Sono state valorizzate specie come il Nero dei Nebrodi in Sicilia, il Nero Calabrese e quello Laziale dei Monti Reatini, che si sta recuperando». In Campania abbiamo il suino di razza Casertana, l’antichissimo tipo genetico autoctono oggetto di importazione verso l’Inghilterra a partire dal XVII secolo, in provincia di Arezzo la raza Casentinese, mentre in Sardegna c’è la razza Sarda, presente soprattutto nel Medio Campidano. «Salendo lungo la Penisola si trovano il Nero di Parma e la Mora Romagnola, mentre in Pianura Padana si è sempre allevato il maiale rosa. La dorsale appenninica è stato tradizionalmente il luogo adatto alla sopravvivenza di queste razze, rimaste isolate e al riparo da intromissioni. La Cinta Senese fu recuperata a suo tempo, ma sulla Cinta poi è stata fatta un po’ di confusione. Diventando appetibile economicamente, non è stata protetta. È importante non solo salvare queste razze, ma proteggerle».

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