Wise Society : Il lupino e le sue tante (e quasi sconosciute) proprietà
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Il lupino e le sue tante (e quasi sconosciute) proprietà

Il lupino ha proprietà nutrizionali simili a quelle della soia, ma è poco consumato in Italia. Dal Crea tre nuovi prodotti.

Fabio Di Todaro
10 febbraio 2016

Il lupino è ricco di fibra e povero di grassi - image by iStockCon lo slogan “semi nutrienti per un futuro sostenibile”, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2016 l’anno internazionale dedicato ai legumi. Si tratta di una scelta, comunicata pochi giorni dopo il parere dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) sulla carne, adottata per incoraggiare l’utilizzo delle proteine provenienti dalle leguminose lungo tutta la catena alimentare, aumentarne la produzione a livello mondiale e affrontare le difficoltà nel settore commerciale. Poveri di grassi e ricchi di sostanze nutritive e di fibra solubile, i legumi sono considerati una fonte vitale di proteine ​​e di aminoacidi. Come dichiarato dal direttore generale dalla Fao Josè Graziano Da Silva, «per secoli i legumi sono stati una parte essenziale delle diete umane, ma oggi il loro valore nutrizionale è spesso sottovalutato. Si tratta di coltivazioni importanti per la sicurezza alimentare di una grande percentuale della popolazione mondiale: in particolare in America Latina, Africa e Asia, dove sono spesso coltivati dai piccoli agricoltori».

LE PROPRIETà QUASI SCONOSCIUTE DEL LUPINO – La scelta compiuta dalla Fao – che due anni fa decise di promuovere il consumo della quinoa, con evidenti ricaduteSnack salutistico a base di estratto proteico di lupino, Foto CREA sul mercato – si inserisce nella tendenza generale che punta a ridurre i consumi di carne nel mondo, anche per tutelare l’ambiente. In Italia il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) ha deciso di inserirsi in questo solco per puntare alla riscoperta del lupino, tra i legumi – assieme alle fave, ai ceci e alle cicerchie – di origine mediterranea, ma poco valorizzato sulle tavole degli italiani e alle origini delle disgrazie della famiglia protagonista nel romanzo di Giovanni Verga “I Malavoglia“.

I lupini sono coltivati nel basso Lazio, in Campania, Puglia e Calabria: regioni in cui si registrano pure i maggiori consumi. Sotto il profilo nutrizionale, si caratterizza per l’elevato contenuto proteico (35-40%) e per la ricchezza in fibra (14-16%). Caratteristiche che permettono di raggiungere la sazietà senza eccedere con le porzioni e assicurano un adeguato apporto di vitamine e sali minerali. Negli ultimi anni inoltre la scienza ha evidenziato le caratteristiche nutraceutiche – ipoglicemizzanti, ipocolesterolemizzanti, ipotensive – di questo alimento, le cui proprietà si esprimono «nell’abbinamento coi cereali, che assicurano un apporto di amminoacidi solforati (metionina, cisteina, cistina, omocisteina  e taurina) quasi del tutto assenti dai legumi», afferma Chiara Magni, ricercatrice del dipartimento di scienze per gli alimenti, l’ambiente e la nutrizione dell’Università Statale di Milano. «I lupini sono una valida alternativa per i diabetici per il ridotto contenuto di zuccheri e il basso indice glicemico».

UN LEGUME “OGM FREE” – Il Crea ha deciso di investire sul legume, considerato un valido alterego della soia, realizzando tre prodotti alimentari a base di lupino. L’iniziativa, come spiega Alfio Spina, responsabile del settore e dei laboratori di qualità, reologia e tecnologia dei cereali e pseudocereali del Centro di ricerca per l’Agrumicoltura e le Colture Mediterranee di Acireale, «si è concretizzata con la realizzazione di un pane iperproteico a base di sfarinati di grani duri siciliani, antichi e moderni, integrati con farina ed estratti proteici di lupino bianco e lupino azzurro e di due snack salutistici: Pane di semola di grano duro e farina di lupino, foto CREAuno a base di uno sfarinato integrale di frumento duro siciliano, farina di lupino bianco, fibre di agrumi ed estratto di bioflavonoidi di limone. L’altro a base di sfarinati di frumenti duri e teneri siciliani, estratto di antocianine di arance rosse, estratti proteici di lupino azzurro». Si tratta di prodotti che soddisfano le esigenze degli sportivi e dei culturisti, così come dei vegetariani e dei vegani. Partner privato dei progetti – nessuno dei tre prodotti risulta ancora disponibile sul mercato – è stata la Cooperativa Agricola “Valle del Dittaino di Assoro, piccolo comune in provincia di Enna. Ma, assicura Spina, «anche altre aziende si sono fatte avanti per produrre pane iperproteico integrato con sfarinati del prezioso legume». Il lupino è poco incline alla modificazione genetica. Tutti i prodotti che si trovano sul mercato sono “ogm free”.

Twitter @fabioditodaro

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