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Frutta, verdura e pochi farinacei: ecco la dieta per diabetici

Per contrastare la patologia gli specialisti consigliano la dieta mediterranea che migliora il controllo glicemico e previene la comparsa di eventi cardiovascolari

Fabio Di Todaro
25 maggio 2016

Dieta per diabetici: per le persone affette da questa patologia è fondamentale seguire un regime alimentare basato su frutta, verdura, pochi farinacei e olio di oliva, Foto: Agencia Brasil Fotografias/FlickrAlimentazione protagonista nel corso dell’ultimo congresso della Società Italiana di Diabetologia. A fare il pieno di consensi, ancora una volta, è stata la dieta mediterranea, considerata valida tanto nella prevenzione della malattia quanto nel supporto alla terapia farmacologica nei diabetici. Suggerimenti utili e una dieta per diabetici sono giunti dagli esperti, che oltre all’effetto antinfiammatorio hanno dimostrato come l’adesione a un regime alimentare ricco in frutta, verdura, cereali e proteine di origine vegetale sia anche in grado di fungere da «elisir di lunga vita» per le arterie.

QUANDO L’ANTIPASTO TORNA UTILE – Un suggerimento di immediata utilità pratica e di grande impatto sul contenimento dei picchi di glicemia dopo i pasti – che risultano pericolosi per il sistema vascolare in quanto innestano processi cellulari in grado di determinare un aumento dello stress ossidativo e dell’infiammazione – viene da due studi presentati dall’Università di Pisa che dimostrano come il consumo di alimenti contenenti proteine e lipidi prima di pasti a prevalente contenuto di carboidrati (pane e pasta), aiuta a contenere le escursioni della glicemia dopo i pasti. Il «trucco» sta nel concedersi un antipasto proteico (un pezzetto di parmigiano o un antipasto a base di uova sode) o addirittura nel consumare il secondo prima della pasta. Importante per il contenimento dei picchi di glicemia post-prandiali è non solo la quantità e la qualità dei carboidrati (ad alto o a basso indice glicemico), ma anche il tipo di condimento utilizzato. Se si opta per l’olio d’oliva non si sbaglia: l’effetto anti-picchi di glicemia è garantito.

COSÌ LA DIETA MEDITERRANEA PROTEGGE LA NOSTRA SALUTE – «La dieta costituisce un vero strumento terapeutico che affianca la terapia farmacologia durante tutto il decorso della malattia diabetica – commenta Giorgio Sesti, direttore dell’unità operativa di medicina interna dell’azienda ospedaliero-universitaria Mater Domini di Catanzaro e appena eletto presidente della Società Italiana di Diabetologia -. Non solo controlla il possibile aumento di peso, ma la dieta mediterranea migliora anche il controllo glicemico e previene la comparsa di eventi cardiovascolari attraverso la riduzione dei fattori di rischio: come l’eccessiva presenza di grassi nel sangue e l’ipertensione arteriosa». Via libera dunque a ortaggi, frutta e cereali non raffinati. Meglio dare spazio all’olio d’oliva e non al burro. Nessun problema per frutta e verdura, soprattutto verdura a foglia (bieta, spinaci, broccoletti e cicorie, compresi i radicchi) e ortaggi a radice (carote, barbabietole, rape), ma anche pomodori e carciofi. Per l’apporto di carboidrati sono da prediligere vegetali, legumi, frutta e cereali preferibilmente integrali, mentre sono da limitare il consumo di pane bianco, pizza e pasta.

LA DIETA MEDITERRANEA RINGIOVANISCE LE ARTERIE – La dieta è un fattore Image by iStockimportante anche nei riguardi della salute delle arterie, che rappresentano uno degli obiettivi «sensibili» del diabete. Per questo nei diabetici è importante che la dieta protegga anche i vasi, in particolare il loro rivestimento interno: l’endotelio. Uno studio effettuato dai ricercatori della Seconda Università di Napoli è andato a valutare gli effetti della dieta mediterranea sulla capacità rigenerativa dell’endotelio nei soggetti con diabete di tipo 2. Di questo tipo di dieta sono già ben note le proprietà cardioprotettive. La ricerca ha indagato la possibilità che la dieta mediterranea influenzi i livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali nei pazienti con diabete di tipo 2, al fine anche di valutare se l’effetto si mantiene almeno per quattro anni (tempo di follow-up). I ricercatori hanno così assegnato 215 uomini e donne con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi a due tipologie di trattamento – dieta mediterranea o dieta a basso tenore di grassi – e li hanno seguiti per quattro anni. S’è così potuto osservare come seguire una dieta di tipo mediterraneo porti a un aumento delle cellule progenitrici endoteliali nei pazienti con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi.
Twitter @fabioditodaro

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