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Frutta e verdura salutari nelle ricette del “biobarman”

Il ferrarese Marco Dalboni prepara i suoi cocktail con ingredienti naturali. «Un buon estratto quotidiano può regolarizzare le funzioni di base del corpo»

Mariella Caruso
30 settembre 2015

Il biobarman Marco Dalboni (Foto Mariella Caruso)Acqua aromatica, erbe, frutta, ortaggi, germogli e l’immancabile estrattore: sono gli strumenti di lavoro di Marco Dalboni, “biobarman” per autodefinizione. «Sono un barman professionista formatosi secondo la scuola classica italiana», esordisce, «ma strada facendo ho imparato le tecniche di miscelazione e cucina naturale trasformandomi in un biobarman». Ma cos’è un biobarman? «È un professionista che nelle sue preparazioni coniuga gusto, vitalità e digeribilità mixando ingredienti in maniera che enzimi, vitamine e sali minerali vengano preservati nella loro unione e organicità naturale», spiega Dalboni mettendo in guardia dal consumo eccessivo (e, soprattutto, in età precoce) dell’alcool.  «L’alcool fa collassare la membrana cellulare e attiva il processo di morte delle cellule – sottolinea Dalboni -. Un processo che è particolarmente pericoloso nei giovani. L’alternativa nei cocktail è l’utilizzo di una base di qualità che permetta di non abusarne».

Image by FlickrJUICE BAR – Non è un caso che si stiano diffondendo a macchia d’olio i juice bar. Scegliere un succo, però, non è un’operazione da fare con superficialità. «Ogni frutto e ogni pianta ha delle caratteristiche particolari e agisce in maniera unica con il nostro organismo», spiega Dalboni, che è anche un formatore ed è autore del libro “Estratti di frutta e verdura per le 4 stagioni”. «Ogni volta che non abbiamo il tempo, o energia per pranzare, un estratto ci fornirà in modo semplice, una giusta quantità di nutrienti, facile da assimilare senza un eccessivo dispendio di energia da parte degli organi digestivi. Un buon estratto quotidiano – aggiunge – è in grado di regolarizzare le funzioni di base del corpo: dal rilascio delle tossine che avviene spontaneamente durante la notte al necessario supporto per la digestione capace di alleggerire il lavoro degli organi preposti fino al ripristino e al riequilibrio la vitalità del nostro intestino». Un toccasana? «Per ripulire il corpo può essere utili uno shortino giornaliero di estratto di erba medica magari diluito con succo di mela per addolcirne il sapore».

UNA GIORNATA A COLORI – Per scegliere velocemente il succo più adatto a ogni ora del giorno possono essere utili i colori. «Al mattino è meglio preferire succhi che arrivano da frutta, verdura e ortaggi dai colori che vanno dal bianco al rosso che sono fonte di energia – continua Dalboni -. Quali? Barbabietola rossa, zenzero, mela, limone. Nel pomeriggio, invece, vanno bene quelle con tutte le sfumature di verde che sono un ottima fonte di magnesio». Un altro consiglio è quello di tagliare la vostra frutta con coltelli di ceramica. «È un modo per evitare di attivare l’ossidazione che parte quando si taglia la frutta», sottolinea.

Image by Becky Luigart-Stayner/CORBISCIBI VIVI – «Da anni la mia ricerca si orienta verso la salute e il benessere scegliendo cibi “vivi” da agricoltura biologica e biodinamica, che favoriscano l’equilibrio acido-base e miscelando diverse tecniche di cottura a cibi crudi», continua. Fondamentale, però, per chi volesse sfruttare al massimo le caratteristiche di questi ingredienti è l’utilizzo di un estrattore, che è un attrezzo diverso da una centrifuga. «Si tratta di un sistema messo a punto negli anni ’30 del 1900 dal dottor Gerson che, attraverso un protocollo medico-alimentare contrastava malattie come il cancro, il diabete ed altre patologie autoimmuni», racconta. «L’estratto è un cibo fluido dall’alto contenuto di complessi nutrizionali, capace, con poco dispendio di energia digestiva, di “super-nutrire” il nostro corpo e di rigenerarci. Il succo è ottenuto attraverso un processo di “estrazione” per pressione, cioè esercitando solamente, come unico processo di trasformazione, uno schiacciamento del frutto e dell’ortaggio che non viene in alcun modo riscaldato come accade invece nella centrifuga», chiarisce il biobarman. «Con un estrattore da 200 grammi di mandorle e 80 di acqua possono essere ottenuti 800 ml di latte di mandorla che, utilizzando materia prima biologica, diventa particolarmente salutare».

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