Wise Society : Agricoltura sostenibile: la battaglia di FAO e Slow Food per un mondo libero dalla fame
ARTICOLI Vedi tutti >>

Agricoltura sostenibile: la battaglia di FAO e Slow Food per un mondo libero dalla fame

Un protocollo d'intesa firmato di recente a Roma impegna le due organizzazioni, per i prossimi tre anni, a collaborare per sostenere i piccoli agricoltori e valorizzare i cibi locali. A salvaguardia della biodiversità del Pianeta, contro gli sprechi alimentari

Laura Campo
19 giugno 2013

La noce di cola di Kenema della Sierra Leone: ©Paola Viesi

Favorire sistemi agricoli e alimentari più inclusivi a livello locale, nazionale e internazionale, valorizzare il cibo tradizionale e il patrimonio culturale delle comunità rurali, facilitare l’accesso ai mercati dei piccoli agricoltori, ma anche promuovere il benessere degli animali come elemento essenziale per la valorizzazione dei prodotti animali e per aumentare gli introiti dei contadini e degli altri attori lungo la filiera alimentare.

Sono questi i grandi temi che Slow Food e FAO hanno deciso di portare avanti insieme, in base all’accordo di collaborazione (di tre anni) firmato a Roma nei giorni scorsi, anche in vista dell’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare previsto per il 2014. Non a caso le due importanti organizzazioni, condividono la stessa visione di un mondo sostenibile, libero dalla fame e capace di tutelare la biodiversità a beneficio delle generazioni future.

Un’unità di intenti, sottolineata sia dal presidente di Slow Food Carlo Petrini sia dal direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, che può trovare già da oggi terreni comuni sui quali lavorare fianco a fianco.

Per quanto riguarda la protezione dei prodotti alimentari tradizionali Slow Food potrà contribuire alla creazione di inventari di specie indigene di cereali locali, potenzialmente importanti per la sicurezza alimentare, offrendo così un valido supporto all’impegno della FAO per la rivalutazione e la promozione delle colture sottoutilizzate.

Sulla difesa dei produttori di piccola scala l’associazione internazionale nata a Bra (Torino) può intervenire in modo concreto migliorando gli aspetti della commercializzazione, etichettatura e confezionamento dei prodotti, garantendo a piccoli produttori e consumatori prezzi equi.

Non solo. Un’altra area di possibile collaborazione è il sostegno alle donne rurali attraverso il progetto Dimitra, frutto della partecipazione della FAO, della Commissione Europea e del Belgio. Si tratta di un progetto d’informazione e di comunicazione per migliorare la partecipazione delle popolazioni rurali e delle donne in particolare (in Africa come in India e in Cina) alla vita delle loro comunità e territori perché diventino più consapevoli delle proprie capacità e diritti (anche in tema di accesso alla terra) acquisendo maggior visibilità e peso all’interno della società.

Infine FAO e Slow Food potranno portare avanti insieme lo sviluppo di kit per il Partenariato Internazionale per l’Educazione delle Popolazioni Rurali (International Education of Rural People Partnership)  che mira garantire l’istruzione e la formazione professionale per tutte le popolazioni che vivono in aree di campagna e agricole.

Slow Food e FAO – un abbinamento made in Italy. Le donne in Timbuctú, Mali, durante la produzione della popolare pasta katta: ©Paola Viesi

 

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

I commenti sono chiusi.

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1827 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1090 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 390 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1423 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 9198 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 15111 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 400 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 291
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY