Wise Society : La dieta senza glutine non fa dimagrire
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La dieta senza glutine non fa dimagrire

Uno studio diffuso dall’Associazione Italiana Celiachia che ha messo a confronto i nutrienti di quasi seicento prodotti dimostra che non ci sono differenze sostanziali fra i cibi gluten free e con glutine.

Fabio Di Todaro
15 novembre 2017

I cultori del giornalismo potrebbero rimanere perplessi e chiedersi dove sia la notizia. La dieta senza glutine è l’unica terapia validata per la celiachia e non ha alcun beneficio (in termini di dimagrimento) per tutte le altre persone. Nulla di nuovo all’orizzonte, dunque. Ma siccome i falsi miti sono duri a cadere, vale la pena dare spazio al messaggio, diffuso dall’Associazione Italiana Celiachia nel corso del suo ultimo convegno. Le conclusioni sono giunte al termine di uno studio che ha messo a confronto i nutrienti di quasi seicento prodotti in uno dei più ampi campioni di alimenti mai analizzati a questo scopo nel nostro Paese. I risultati dimostrano che non ci sono differenze sostanziali fra i cibi gluten free e i loro corrispondenti con glutine. Questo significa che hanno le stesse proprietà nutrizionali e, se da un lato non devono essere visti come alimenti dimagranti, dall’altro per chi è celiaco devono essere la base per una dieta sana ed equilibrata.

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Uno studio condotto dalla tecnologa alimentare Susanna Neuhold stabilisce che “Le calorie contenute dei prodotti con e senza glutine sono molto simili, così come i grassi e gli zuccheri: non abbiamo individuato differenze significative, se non nel pane per celiaci, leggermente meno calorico dell’analogo con il glutine, e nella pasta senza glutine”, image by iStock

NUOVE RASSICURAZIONI PER I CELIACI – La ricerca ha analizzato i nutrienti contenuti in 349 prodotti con glutine e di 235 cibi senza glutine a loro analoghi, scelti fra le marche più diffuse e presenti nei supermercati e negozi di tutta Italia. «Abbiamo analizzato pane e sostituti del pane come crackers e grissini, fette biscottate, biscotti e merendine, pasta secca e anche mix di farine – racconta Susanna Neuhold, tecnologa alimentare e responsabile dello studio -. Le calorie contenute sono molto simili, così come i grassi e gli zuccheri: non abbiamo individuato differenze significative, se non nel pane per celiaci, leggermente meno calorico dell’analogo con il glutine, e nella pasta senza glutine». I risultati tranquillizzano anche sul fronte del contenuto proteico, minore nei prodotti senza glutine: alimenti come il pane o la pasta non sono infatti considerati la fonte principale di proteine, che dovrebbero essere assunte nella dieta soprattutto attraverso il consumo di legumi, uova, latte e latticini, pesce, carne, tutti alimenti permessi ai celiaci. Anche le differenze a discapito dei prodotti senza glutine relativamente al contenuto di fibra e sale non possono essere estese indiscriminatamente a tutte le categorie di alimenti per celiaci considerate, né a tutti i prodotti senza glutine presenti sul mercato. «I cibi senza glutine possono comporre una dieta sana ed equilibrata, non mettono a rischio la salute generale per colpa di un apporto inadeguato di nutrienti poco salutari».

SENZA GLUTINE OK, MA SOLO PER I CELIACI – Questi dati confermano i risultati di diversi studi scientifici recenti, secondo cui l’incidenza di sindrome metabolica e diabete di tipo 2 è significativamente più bassa fra i celiaci così come quella di sovrappeso e obesità fra i bambini con celiachia. Un’evidenza che dimostra come nutrirsi di cibi senza glutine non minacci la salute complessiva e non impedisca di compiere scelte alimentari adeguate. «Gli alimenti per celiaci non devono essere demonizzati perché sono comparabili agli analoghi convenzionali di produzione industriale, né vanno inseriti nella dieta pensando che siano più salutari o perfino dimagranti – osserva Giuseppe Di Fabio, presidente dell’Associazione Italiana Celiachia -. Alcune piccole differenze ci sono, ma non sono sempre a discapito dei prodotti gluten free, che anzi a volte presentano valori nutrizionali migliori: i contenuti di nutrienti critici come zuccheri semplici e grassi sono sovrapponibili e le eventuali piccole diversità non risultano significative sotto il profilo pratico. Possono essere facilmente compensate con una corretta gestione della dieta e una scelta consapevole degli alimenti: la lettura delle etichette, il ricorso a carboidrati naturalmente privi di glutine e all’autoproduzione sono tutti comportamenti da incentivare nei pazienti, stimolando anche l’industria al miglioramento degli alimenti specificamente formulati per i celiaci».

Twitter @fabioditodaro

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