Wise Society : Dai legumi ai cereali. Ecco perchè fa bene mangiare più fibre
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Dai legumi ai cereali. Ecco perchè fa bene mangiare più fibre

I dati della 5° Conferenza Internazionale sulla Fibra Alimentare di Roma hanno ribadito che assumere i carboidrati complessi contenuti in molti vegetali, aiuta a prevenire importanti malattie

Lia del Fabro
30 maggio 2012

Foto di Marc Delhaye/flickrOrmai è risaputo: un consumo adeguato e costante di fibra nell’alimentazione quotidiana fa bene alla salute e in genere al nostro benessere. E a confermarlo in modo sempre più netto sono gli studi scientifici svolti nelle università e nei laboratori di tutto il mondo nonchè i grandi investimenti che i colossi dell’industria alimentare mettono in atto su questo fronte.

Il punto sulla ricerca in diversi Paesi

 

Di tutte le diverse implicazioni – da come si classifica la fibra alimentare, alle tecnologie per la produzione di alimenti ricchi di fibra, dal rapporto con la salute al ruolo del consumatore – ne hanno discusso a Roma dal 7 al 9 maggio scorso duecentocinquanta delegati, provenienti da trentotto Paesi diversi, nella 5° Conferenza Internazionale sulla Fibra Alimentare, organizzata quest’anno dall’Italia sotto la responsabilità dell’INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione).

«Un evento scientificamente importante che ha messo in risalto come le problematiche relative al consumo di fibra alimentare siano di portata globale» ha detto Marina Carcea, Presidente del Comitato Scientifico e Organizzatore della Conferenza. «Gli italiani possono ritenersi fortunati», ha aggiunto Carcea, «perchè il giusto consumo di fibra può essere raggiunto incrementando quello di frutta e verdura fresca che nel nostro Paese si trovano facilmente e in abbondanza e che apportano alla dieta anche altri nutrienti di grandissimo valore quali vitamine, sali minerali e composti antiossidanti».

I vantaggi per la nostra salute

 

Infatti gli esperti presenti alla Dietary Fibre Conference si sono trovati tutti d’accordo: un contributo significativo all’insorgere di molte malattie può essere dato proprio dalla fibra. Mentre un tempo se ne associava l’assunzione solo a un miglioramento delle funzioni intestinali, oggi un’alimentazione con alti livelli di fibra (in pratica carboidrati complessi) comporta molti altri vantaggi fisiologici collegati alle malattie cardiovascolari, al contenimento dei livelli del colesterolo, agevolandone l’eliminazione, e del diabete, grazie al minor assorbimento degli zuccheri, sino alla prevenzione di alcune forme tumorali. Se nei cibi che si assumono c’è un’alta percentuale di fibre, ne deriva anche un maggior senso di sazietà che contribuisce al controllo del peso e alla prevenzione dell’obesità.

Legumi, semi, noci, frutta, verdura e cereali integrali sono tutti alimenti che possono contribuire positivamente se vogliamo aggiungere fibre alla nostra dieta. Il primato del prodotto a più alto contenuto di fibre va alla crusca con il 42,4 percento di fibra per 100gr di alimento. Seguono i legumi secchi, come fave, fagioli, lenticchie, piselli, tutti con valori di fibra compresi tra il 21 e il 16 percento. Anche le mandorle e le noci pecan hanno buoni contenuti di fibra, il pane e la pasta integrale ne hanno il 10 percento per ogni cento grammi di prodotto (dati http://www.inran.it/).

È consigliato aumentare i livelli di consumo

 

Al momento però i livelli di assunzione di fibre nell’alimentazione sono ben lontani da quelli consigliati. In realtà gli esperti hanno pareri discordi su quanta sia la quantità raccomandata: si va dai 30 grammi al giorno raccomandati in Australia, ai 18 gr della Gran Bretagna sino ai 38 al dì per Canada e Usa. Resta il fatto che l’interesse dei consumatori risulta molto elevato su questo tema.

Secondo quanto riportato alla Conferenza di Roma da Julie Miller Jones, professoressa alla St. Caterine University di Minneapolis e nota divulgatrice delle buone regole alimentari, nell’80 percento dei casi le persone, quando fanno la spesa, controllano il contenuto di fibra dei prodotti che stanno acquistando e più della metà considera l’informazione molto importante.

L’industria, sensibile a questo interesse, ha risposto immettendo sul mercato un numero crescente di prodotti contenenti fibra, soprattutto nel settore tradizionale dei cereali e ora anche in quello delle bevande e dei latticini. Anche in America ormai i consumatori sembra siano convinti della correlazione tra fibra e salute e quasi tutti, secondo indagini recenti, vogliono saperne di più.

I cittadini chiedono maggiori informazioni

 

Foto di Paul Loubet/flickrIl problema, però, è proprio questo: cioè il fatto che il consumatore non possiede informazioni chiare ed è poco aiutato nell’individuare i prodotti che realmente possono far bene alla sua salute. A titolo di esempio, molti dei cereali esistenti sul mercato non sono poi così ricchi di fibre. È stato calcolato che la metà dei cereali contiene solo una percentuale ridottissima di fibre (1 percento) e anche tra quelli integrali, secondo uno studio di mercato condotto in Usa, molti prodotti esaminati, (35 su 75) non risultano soddisfacenti come contenuto di fibra.

L’obiettivo e la sfida dei prossimi anni, secondo quanto emerso dalla conferenza di Roma saranno dunque quelli di concentrarsi sulle esigenze dei consumatori al di là degli interessi economici che girano attorno al settore e di fornire ai cittadini informazioni adeguate per consentire loro di scegliere, con più strumenti, prodotti ad alto contenuto di fibra.

 

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