Wise Society : Chef with compassion, cucina attenta al benessere animale
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Chef with compassion, cucina attenta al benessere animale

La onlus Ciwf ha invitato gli chef a prendere posizione contro la produzione intensiva cucinando soltanto carni di animali allevati in modo rispettoso

Maria Enza Giannetto/Nabu
19 gennaio 2017
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Chef with compassion è contro la produzione intensiva che rende cibo in grandi quantità, maltratta gli animali ed è nociva per salute e per l’ambiente.

Riducono l’uso di prodotti di origine animale e, quando li utilizzano, scelgono solo quelli più rispettosi del benessere degli animali. Sono gli Chef with compassion: cuochi che scelgono di sposare il modello proposto da Compassion in World Farming (CIWF) Italia Onlus, l’associazione italiana no profit che lavora per la protezione e il benessere degli animali allevati a scopo alimentare. L’associazione ha lanciato una vera e propria proposta di cucina che non sia solo attenta alle ricette, alle tradizioni, alla sostenibilità, alla qualità degli ingredienti ma una vera e propria presa di posizione contro la produzione intensiva che rende cibo in grandi quantità, maltratta gli animali ed è nociva per salute e per l’ambiente.

Una modello di cucina che risale alle origini del cibo e che mette al centro il momento dell’acquisto e della preparazione come atto di consapevolezza in cui si può fare la differenza per gli animali, per il pianeta e per la propria salute. «Il cibo è sempre più sottovalutato: costa sempre di meno ed è prodotto sempre di più in maniera intensiva. Questa produzione cerca di fornire all’uomo contemporaneo, che è insoddisfatto, tutto quello che pensa di volere, dandogli l’illusione di essere protagonista di qualcosa», dice lo chef Paolo Parisi che, insieme con lo chef Cesare Grandi, è il primo professionista ad aderire all’iniziativa, convinto che tutti dovrebbero coltivare un minimo la cultura del cibo. «Sarebbe importante – dice – che i consumatori cominciassero a chiedersi da dove viene il cibo che mangiano, selezionando man mano ingredienti di qualità. Quando utilizziamo ingredienti autoprodotti o selezionati con attenzione, li utilizziamo al meglio. Un’attenzione che diventa cura, per quello che mangiamo e per noi stessi. E questo ci dà anche un’altra soddisfazione».

Estremamente attento alla scelta degli ingredienti è lo chef Cesare Grandi. «La mia è una selezione dei fornitori – dice –  che si basa anche sul rapporto con la persona, che deve avere cura e attenzione per quello che fa. I criteri, per la frutta, la verdura, il pesce e la carne sono la stagionalità, e una coltivazione e un allevamento che siano più naturali possibile. Scegliamo solo piccoli produttori, anche se a volte non riescono a garantire continuità. Il pesce che cuciniamo è sempre pescato e viene dal Mediterraneo». Un’attenzione che deriva da una cultura del cibo che, purtroppo, non tutti coltivano. «Negli ultimi tempi – spiega – è come se l’interesse sul cibo si fosse amplificato, ma solo a livello mediatico. È come se ci nutrissimo dei programmi televisivi e delle foto su instagram ma poi non c’è la stessa consapevolezza al momento dell’acquisto. Io consiglierei di andare nei mercati, per parlare con i fornitori e chiedere informazioni sugli ingredienti».

All’iniziativa Chef with compassion, cui ha appena aderito anche la cuoca ed esperta di cucina naturale italiana, Pina Siotto, autrice di Vegetaliana, possono aderire tutti. «I consumatori – sottolinea  CIWF – hanno un’arma potente per migliorare la vita degli animali negli allevamenti, riducendo allo stesso tempo gli impatti negativi della zootecnia sulla salute pubblica e sull’ambiente: informarsi sul tipo di allevamento da cui provengono i prodotti di origine animale».

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Molti i cuochi che hanno scelto di sposare il modello chef with compassion di Compassion in World Farming (CIWF) Italia Onlus, Image by: iStock

Per aderire, anche a casa propria, basta seguire alcuni suggerimenti di CIWF Italia:

1) ridurre i prodotti di origine animale (carne, uova, latte e derivati) e sostituirli con alternative vegetali, preferibilmente provenienti da produttori che non coltivano intensivamente o da produzioni biologiche;

2) provare una dieta vegana o vegetariana per alcuni giorni a settimana;

3) acquistare solo uova biologiche o da allevamenti all’aperto (si riconoscono dal codice “0” e “1” sul guscio e dalle denominazioni corrispondenti sulla confezione);

4)  utilizzare latte o formaggi da animali allevati all’aperto (nonostante il biologico dovrebbe garantire l’accesso al pascolo, in Italia questo non succede sempre);

5) ricordare che la maggioranza della carne in commercio proviene da allevamenti intensivi e per evitare questi prodotti, bisogna informarsi sulle condizioni di allevamento;

6) evitare gli sprechi, utilizzare ingredienti freschi e cucinare quello che è davvero necessario.

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