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Cannibalismo e antibiotici: i mali degli allevamenti intensivi

Tra i motivi della scelta vegetariana e vegana ci sono le aberranti condizioni di vita degli animali in questi allevamenti. Argomenti di cui non si parla abbastanza perché «l'industria della carne è molto potente»

Mariella Caruso
15 giugno 2016

Allevamenti intensivi - Image by iStock «Ho smesso di mangiare carne quando durante i miei studi di biologia mi sono ritrovato davanti all’allora “Dizionario degli alimenti per animali” di Marcello Piccioni (l’ultima edizione è del 1991, nda) e alla pagina 16 ho trovato la voce Antibiotici con la specifica “aumentano la voracità dei suini” e, “a basso dosaggio, sono un fattore di resistenza per gli animali di cortile”». A parlare è il biologo Remo Egardi che così ha aperto il convegno “Vegetarianismo: ritorno alle origini delle civiltà o sguardo al futuro?”, argomento sul quale lo chef Pietro Leemann e il giornalista Gabriele Eschenazi, organizzatori di “The Vegetarian Chance”, festival di cucina vegetariana, hanno deciso di dibattere invitando anche la giornalista e conduttrice vegana Paola Maugeri, autrice di tre libri sull’argomento e in preparazione del quarto, e la conduttrice di “Anno Uno”, per autodefinizione «vegana a casa, vegetariana negli altri contesti», Giulia Innocenzi.

RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI – «Questo è un libro degli anni ’80, adesso siamo nel 2016 e in quarant’anni le cose sono profondamente cambiate. Ma se non avessi smesso di mangiare carne a 12 anni, non so quanti antibiotici avrei ingerito nella mia vita», ha sottolineato Paola Maugeri. Il tema è quello, di cui si sta molto parlando in questi giorni della resistenza agli antibiotici diventata ormai un rischio globale. «Restare ignoranti nell’epoca della libera informazione è il peggior danno che possiamo fare a noi stessi – ha continuato l’autrice di “Las Vegans” -. Io sono mamma di un bambino di otto anni, e fra mamme si discute spesso dell’utilizzo degli antibiotici nella cura dei nostri figli: ecco è difficile pensare che volenti e nolenti i nostri bambini cominciano ad assumerli, in maniera occulta, durante lo svezzamento».

Image by iStockLA LOBBY DELLE CARNI – A darle manforte anche Giulia Innocenzi. «Io sono diventata vegetariana perché esistono gli allevamenti intensivi, se non fossero esistiti non penso ci avrei mai pensato», ha ammesso la giornalista. «Ad Anno Uno mi sono trovata a fare un’inchiesta denuncia sugli allevamenti intensivi di maiali – ha raccontato -. Ovviamente siamo entrati di notte per cercare di vedere come vivono questi animali. Quello che abbiamo documentato è stato così terrificante che la ministra Lorenzin intervenne subito mandando i Nas e parlando di “casi isolati”». A ben vedere, però, non è proprio così perché «esiste – ha sottolineato la Innocenzi – l’autorizzazione dell’aberrazione degli allevamenti intensivi per legge. Negli allevamenti dei suini sarebbe necessario, “se possibile” scrive il legislatore, tenere della paglia utile a intrattenere gli animali, ma visto che i maiali vivono su pavimento fessurato che serve a far defluire le deiezioni, la stessa paglia otturerebbe gli scarichi». Il risultato è che gli animali «non avendo alcun modo per intrattenersi si mordicchiano l’uno con l’altro dando vita a fenomeni di cannibalismo che, di fatto, autorizzano il taglio delle code», ha continuato. Un’altra questione è quella dei «pulcini maschi delle galline ovaiole che, entro i primi due giorni di vita vengono triturati o gassati, perché per raggiungere il peso di macellazione dovrebbero essere alimentati per 100 giorni, mentre a un pollo broiler (quello normalmente venduto, ndr) serve molto meno tempo». Perché di questo non si parla abbastanza? «Noi speriamo che in televisione se ne riesca a parlare di più – ha concluso la Innocenzi -, ma l’industria della carne è molto potente e su tu vuoi mandare in onda qualcosa quella tot industria ti dirà “ti tolgo tutta la pubblicità” e quello è un ricatto enorme».

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